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	<title>Parenzo Archivi - Silvana De Mari Community</title>
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	<title>Parenzo Archivi - Silvana De Mari Community</title>
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		<title>Una donna non si tocca nemmeno con un fiore.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jan 2025 20:27:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[cruciani]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio Celsi]]></category>
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		<category><![CDATA[Parenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uomini e donne sono completamente diversi. Noi donne abbiamo una minore forza fisica. La permanenza dell’essere umano sul pianeta più lunga è stata l’età della pietra. Senza la maggiore forza fisica degli uomini che andavano a discutere della vita e della morte con i mammut e le tigri dai denti a sciabola non sarebbe stata pensabile la sopravvivenza. Una donna non si tocca nemmeno un fiore, mentre l’uomo può serenamente essere ammazzato con 36 coltellate il tutto può venire considerato legittima difesa. Nessuno tocchi Caino, mai, anche quando Caino è un terrorista islamico che ha sgozzato bambini come a Beslan [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.silvanademaricommunity.it/2025/01/22/una-donna-non-si-tocca-nemmeno-con-un-fiore/">Una donna non si tocca nemmeno con un fiore.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.silvanademaricommunity.it">Silvana De Mari Community</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-6176" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-300x262.x55482.jpeg" alt="" width="300" height="262" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-300x262.jpeg 300w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-1024x894.jpeg 1024w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-768x671.jpeg 768w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-400x349.jpeg 400w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe-687x600.jpeg 687w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/01/forcipe.jpeg 1170w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Uomini e donne sono completamente diversi. Noi donne abbiamo una minore forza fisica. La permanenza dell’essere umano sul pianeta più lunga è stata l’età della pietra. Senza la maggiore forza fisica degli uomini che andavano a discutere della vita e della morte con i mammut e le tigri dai denti a sciabola non sarebbe stata pensabile la sopravvivenza. Una donna non si tocca nemmeno un fiore, mentre l’uomo può serenamente essere ammazzato con 36 coltellate il tutto può venire considerato legittima difesa. Nessuno tocchi Caino, mai, anche quando Caino è un terrorista islamico che ha sgozzato bambini come a Beslan o in Israele il 7 ottobre. Un uomo che picchi una donna, però, è un criminale talmente terribile che per lui la regola <em>nessuno tocchi Caino</em> non vale. Un uomo che ha picchiato e terrorizzato la sua donna può essere serenamente ammazzato con 36 coltellate. Tutte le altre possibilità, denuncia penale, separazione, divorzio sono considerate inadeguate. L’uomo che picchia la moglie è meritevole di morte anche nei film e nelle serie televisive. Nel film, francamente bruttino, <em>Pomodori verdi fritti alla fermata del treno</em> (1991 diretto da Jon Avnet), l’uomo che picchia la moglie viene non solo ucciso, ma trasformato in polpette e spezzatino in una trattoria. Immagino cosa succederebbe se qualcuno proponesse di mangiarsi i terroristi di Beslan o del 7 ottobre. Immagino cosa succederebbe se in una serie televisiva o in un film due genitori, presentati come personaggi meravigliosamente positivi, mangiassero il criminale che ha assassinato il loro bambino. Un uomo che picchi una donna è imperdonabile e dopo che tutti abbiamo salvato Caino, lui deve essere messo a morte. A meno che l’uomo si sia dichiarato fanciulla e stia massacrando di botte spaccandole anche le ossa una donna su un ring di una qualche competizione sportiva ufficiale. In questo caso il suo cromosoma Y diventa irrilevante e il massacro diventa una manifestazione sportiva. Anche un bambino non bisognerebbe toccarlo nemmeno con un fiore e meno che mai con un forcipe che lo smembra nel corpo di sua madre. Un uomo che picchi una donna è un imperdonabile porco meritevole di morte. Una donna che uccide il bimbo che porta nel ventre sta esercitando un diritto sacrosanto. Una donna che abortisce sta difendendo giustamente la sua vita da un figlio che non vuole. Un uomo che rifiuti di pagare gli alimenti per un figlio che non vuole è un dannato bastando. Perché una donna può rinnegare la maternità, nell’unica maniera possibile e cioè con la morte di suo figlio, e un uomo non può negare la paternità? Quando è ucciso il bimbo si trova nel luogo che dovrebbe essere il più sicuro al mondo e vuole la sua morte colei che dovrebbe essere la sua prima difesa. L’aborto è brutalmente antifisiologico. È orrendo. Sono ripugnanti i pezzi sanguinanti dei bambini smembrati.  Quindi non bisogna mostrarli. No la verità deve essere mostrata, sempre. Una volta che è incinta una donna non può più scegliere se essere madre o no. È già madre. Può scegliere solo se essere la madre di un bambino vivo o di un bambino morto e se sceglie di essere la madre di un bambino morto, la la morte le scola dentro, diventando depressione, malattia psicosomatica, sequenza di scelte sbagliate, perdita delle fede in sé stessa. L’aborto è un suicidio differito, invece di uccidere me uccido la mia progenie. E vale per l’aborto la stessa regola che vale per il suicidio. Solo una parte del cervello lo vuole. Mi è bastata una mezza frase bofonchiata “<em>Signora, ci ha pensato bene? Questo è il suo bambino</em>”, per fermare più di una volta una donna che voleva abortire. Dove ci sono persone che pregano davanti alle cliniche abortiste  gli aborti diminuiscono del 70%. La decisione di abortire è talmente ambigua che è sufficiente vedere qualcuno che prega davanti alla clinica per la vita del bambino, perché una donna si renda conto del valore di questa vita. Se qualcuno prega davanti ai cancelli il 70% delle donne va via dalla clinica portando son sé il suo bimbo, che sette mesi dopo nascerà e avrà un nome. Per questo le nostre élite neomalthusiane in alcune nazioni vietano questa preghiere. Una donna che si assume la responsabilità della morte del suo bambino deve essere avvertita nel consenso informato che potrebbe rimpiangerlo, e che quando lo rimpiangerà il rimpianto le spaccherà il cuore, ma sarà troppo tardi e non ci sarà più niente da fare. È fondamentale che la donna si renda conto di quello che sta facendo, che veda l’ecografia del piccolo, che senta il suo cuore. Le nostre élite, lo ripeto, sono neomalthusiane, vogliono che i bambino non vengano concepiti, e che, se sono stati concepiti, non vengano partoriti. Innumerevoli bambini sono abortiti perché affetti da malformazioni vere o immaginarie. Un’ombra in un’ecografia e il bimbo già al quinto o al senso mese è condannato a morte. Più di una mia amica si è ostinata a mettere al mando un bambino dichiarato difficilmente in grado di vivere dagli ecografisti, e ora sono madri di bambini vitali e normali, In Gran Bretagna è vietato pregare davanti alle cliniche abortiste, anche in silenzio e senza il Rosario in mano. Le élite non vogliono che una donna rinunci all’aborto. La seconda legge necessaria è levare la gratuità all’aborto. Deve essere gratuito levare una cisti o un cancro. Perché è gratuito levare, smembrandolo, un bimbo vivo e vitale? L’aborto è un omicidio legalizzato. La gratuità degrada la creatura umana che viene smembrata alla dignità di una cisti o di un cancro. L’utero è mio e me lo gestisco io, ma perché con soldi pubblici. Il sistema sanitario deve pagare le necessità. L’aborto, salvo alcuni rarissimi casi di pericolo reale per la vita della madre, è una scelta. E le scelte possono essere rimpiante. Se una donna vuole che le venga asportato un tessuto malato, calcoli, cisti, cancro deve poterlo fare a spese del sistema sanitario nazionale. Se vuole che le venga asportato un tessuto sano: il grasso che si toglie con la liposuzione, un feto sano, lo faccia a spese sue. Il sistema sanitario nazionale non può pagare le scelte. Il 99% delle donne in grado di mettere insieme 3000 €, magari facendo un mutuo e rinunciando alle vacanze. L’aborto determina la morte di un essere umano. Il feto è un essere, non è certo non essere, ed è umano. Viene riconosciuto alla donna il diritto di non voler ospitare nel proprio corpo il proprio bambino se non lo vuole, e questo equivale al diritto di ucciderlo. Io devo avere il diritto molto più sacro di non finanziare questo atto. Secondo la mia religione l’aborto è un peccato che grida vendetta a Dio. Io non posso essere costretta a finanziarlo con le mie tasse. Stesso identico discorso vale per i Pride e circoli LGBT. Costringermi a finanziare  con le mie tasse dei peccati gravissimi che gridano vendetta a Dio, la Costituzione è violata: è violata la libertà religiosa. Giorgio Celsi fondatore dell’associazione pro vita <em>Ora et Labora</em> il 7 gennaio è stato ospite della trasmissione radiofonica la Zanzara. Lo schema della trasmissione è che i due conducenti  Parenzo e Cruciani siano in disaccordo sull’argomento della trasmissione o fingano di esserlo. Lo stile è aggressivo e sguaiato. Entrambi i conduttori erano ovviamente entusiasticamente d’accordo su quanto è giusto un aborto a spese della comunità nascondendo alla madre la realtà dell’atto. Se la madre non vede l’ecografia, non ascolta il cuore e non vede anche come sarà il corpicino una volta smembrato, non ha conoscenza della realtà. Quello su cui si poteva avere qualche discussione era il diritto di Giorgio Celsi di parlare a favore della vita o il diritto di pregare davanti alla clinica dove si uccidono i bimbi non nati. Parenzo ha usato parole come pazzo oppure saga degli stronzi. Celsi ha ripetuto la domanda: perché odiate i bambini? Perché volete assolutamente evitare una pratica ovvia, vedere l’ecografia  e udire il battito, che spingerebbe 90% delle donne dal fermarsi da un atto violentemente antifisiologico, che spingerebbe 90% delle donne a scegliere di essere la madre un bambino vivo piuttosto che bambino morto. I due conduttori sono mai stati dentro una sala operatoria dove si fanno aborti? Hanno mai visto i corpicini smembrati? Oppure nel caso di aborti più tardivi hanno mai visto il bimbetto che agonizza a volte per ore? Non vogliamo la proibizione dell’aborto. Vogliamo che diventi impensabile e per arrivarci abbiamo bisogno di questi due primi gradini, l’obbligo a sentire il battito e vedere l’ecografia, e la non gratuità dell’uccisione del bambino. Anche un bambino non bisognerebbe toccarlo nemmeno con un fiore.</p>
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		<title>La lingua è di carne, ma spacca le ossa.</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2024/05/30/la-lingua-e-di-carne-ma-spacca-le-ossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 20:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Parenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Selvaggia Lucarelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Giovanni è morto. Giovanni si è suicidato. Non è un nome di fantasia. Si chiamava veramente Giovanni, e il suo nome e tutto quello che resta di lui. L’ex ministro della salute Speranza, in una delle presentazioni del suo libro, ha con grande fierezza ricordato che lui ha chiesto che nessuno perdesse posto per il lock down. Evidentemente una persona che ha occupato il posto da ministro è talmente sprovveduta da pensare che nessuno abbia perso il posto per quella incredibile sciagura sociale ed economica oltre che sanitaria che è stata rinchiudere la popolazione agli arresti domiciliari. Giovanni ha [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-5883" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/05/parenzo.x55482.webp" alt="" width="224" height="155" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/05/parenzo.webp 224w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/05/parenzo-160x110.webp 160w" sizes="(max-width: 224px) 100vw, 224px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Giovanni è morto. Giovanni si è suicidato. Non è un nome di fantasia. Si chiamava veramente Giovanni, e il suo nome e tutto quello che resta di lui. L’ex ministro della salute Speranza, in una delle presentazioni del suo libro, ha con grande fierezza ricordato che lui ha chiesto che nessuno perdesse posto per il lock down. Evidentemente una persona che ha occupato il posto da ministro è talmente sprovveduta da pensare che nessuno abbia perso il posto per quella incredibile sciagura sociale ed economica oltre che sanitaria che è stata rinchiudere la popolazione agli arresti domiciliari. Giovanni ha perso il lavoro, anzi i lavori, una serie di lavori che lui amava e che gli davano di che vivere. Giovanni era un uomo estremamente colto, era un artista: le sue arti erano la poesia e la musica, ma soprattutto il teatro di cui era appassionato. Portava la infinita cultura che gli aveva dato il liceo classico, unita alle tecniche imparate al DAMS, in piccoli spettacoli teatrali, nella straordinaria capacità di fare animazione per bambini e ragazzi, organizzare per loro sceneggiature, più banalmente feste di compleanno. Erano feste con sceneggiature, erano sceneggiature che diventavano feste, un processo di apprendimento e maturazione camuffato da gioco. Erano una serie di attività con cui sbarcava onorevolmente il lunario e che gli permettevano di fare cose che amava in attesa del grande salto, la sceneggiatura di una vera opera teatrale, rappresentata in un vero teatro. Era bravo. Sono sicura che ci sarebbe riuscito. Tutti questi lavori, migliaia di piccoli lavori, in una nazione rinchiusa con una decisione folle tragicamente dannosa dal punto di vista sanitario oltre che sociale, sono stati polverizzati, insieme a decine di migliaia di imprese che sono fallite, i cui dipendenti quindi hanno perso il posto, con buona pace delle affettuose raccomandazioni del ministro Speranza. Il sistema immunitario è forte nelle persone che fanno attività fisica e stanno all’aria aperta, debole in quelle rinchiuse in casa. In Germania durante il lock down era raccomandato di camminare o correre almeno due ore al giorno, in Italia inseguivamo i “furbetti della passeggiata”, abbiamo transennato le panchine e gli scivoli dei bambini. Il lock down non era sanità, era scienza usata al contrario, sono stati usati tutti i mezzi scientificamente provati, rinchiudere e terrorizzare, per far crollare il sistema immunitario e destabilizzare. Rinchiudere le persone in casa è la ricetta migliore per scatenare depressioni non sempre reversibili. I forti sono diventati deboli, i deboli sono crollati. Rinchiudere Giovanni in casa, ha posto i semi per una solida disperazione. Il lavoro ci dà tre cose: denaro, indispensabile per qualsiasi necessità, fede noi stessi e rapporti con gli altri. La mancanza di lavoro ci dà tre cose: indigenza permanente, che ci rende incapaci di autonomia, mancanza di fede noi stessi che si racchiude nel senso di inutilità, solitudine ignobile.  È stata tolta anche la passeggiata al sole, concessa peraltro anche ai detenuti. Grazie al fatto che la popolazione è stata rinchiusa in casa un enorme quantitativo di lavori sono stati annullati da un giorno all’altro. Era evidente che rinchiudere era un gesto di sadismo politico, era intuibile che portare la inutile e dannosa mascherina era una boiata, ma queste cose erano “un segno”, come hanno serenamente dichiarato i medici del cosiddetto Comitato Tecnico Scientifico, altro nome che gronda di umorismo involontario, non rispettare il lock down e non portare la mascherina è stato considerato un oltraggio al nuovo dio, lo stato, un nuovo dio riassunto nella faccia di Speranza. No essere inoculati è stato considerato un oltraggio al nuovo dio. Noi siamo una teocrazia. Siamo gli eredi del di quell’altra sciagura cosmica è stata la rivoluzione francese, che ha creato una teocrazia. Lo Stato è dio. Fleximan che ha mancato di rispetto allo stato deridendo regole eccessive che vessano una popolazione già immiserita è considerato un criminale talmente indecente che hanno sbattuto sulle pagine dei giornali la sua faccia, il suo nome, l’indirizzo, codice fiscale e data di nascita. Io aggiungerei l’IBAN, tanto per sapere quanto denaro gli arriva, scommetterei su una cifra a 6 zeri. Stupratori e gentiluomini che aggrediscono con il machete hanno l’anonimato salvo. Mancare di rispetto allo stato è il crimine per antonomasia, massacrare i cittadini è una birichinata. Lo stato ha imposto anche farmaci chiamati vaccini. Non proteggevano dal trasmettere la malattia, ma sono stati resi obbligatori. Avevano inquietanti schede tecniche che elencavano effetti collaterali da paura e ne dichiaravano altri ancora ignoti, ma sono stati imposti con una brutalità atroce. Coloro che li hanno rifiutati sono stati condannati a morte, se non a morte alla miseria e depressione. È stato il vaccino che ha condannato a morte Giovanni. Giovanni non l’ha fatto. Ha capito che stavano imponendo con una brutalità mai vista farmaci che era meglio non fare. In realtà non ho capito cosa ha fatto la differenza: perché i portuali di Trieste e camionisti canadesi hanno capito e molti professori universitari no? Giovanni aveva capito immediatamente che per la terrificante pandemia esistevano cure ottime efficaci e che la violenza con cui imponevano il cosiddetto vaccino era insensata. E pure in televisione dei tizi laureati sostenevano che il vaccino fosse sicuro: come diavolo potevano definire sicuro un farmaco che aveva quattro pagine di effetti collaterali (ora sono molte di più e includono la miocardite anche mortale), con scritto anche che non sono noti quelli a distanza? Uno dei medici che aveva starnazzato la canzonetta “vaccinatevi” ha affermato che non vaccinarsi era come essere disertore in guerra, una vigliaccata. Il disertore diserta per evitare dolore, invalidità e morte. Il vaccino non era sicuro? Ai bambini cui hanno inoculato questo intruglio è stato dato un attestato di coraggio. Il coraggio serve per affrontare un rischio. Un farmaco che comportava rischi è stato definito sicuro e somministrato a bambini per i quali la malattia era innocua. Era evidente che era un’imposizione, un’imposizione di tipo statale burocratico, non sanitario, esattamente come politico era stato il gesto di rinchiudere in casa i cittadini. Giovanni si è rifiutato di farsi inoculare. Meglio morto che cedere. Quindi non ha potuto mettersi in coda all’ufficio collocamento. Quindi quando qualche lavoro è ricomparso non ha potuto presentarsi. Il green pass è stato preteso anche per feste di bambini in un parco. Poi ci sono stati tutti quelli che hanno fatto sentire le loro voci. Abbiamo in Italia una ridicola legge, che punisce l’odio. È evidente che è solo un bavaglio per chi viola le volontà dei veri padroni. L’odio più isterico e lurido è stato per coloro che hanno rifiutato un farmaco pericoloso e di minima efficacia, ed è stato fomentato. La giornalista Lucarelli ha augurato di diventare poltiglia verde. Il giornalista Parenzo ha invitato a sputare sul cibo dei non vaccinati. In effetti sarebbe un reato, anzi due: deturpazione e imbrattamento delle cose altrui, come ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 45924/2011, anche nel caso in cui l’oggetto su cui si è sputato non ne sia stato danneggiato, e possibile trasmissione di malattia. Nel caso del cibo sputare è grave, perché si aggiunge il possibile rischio di trasmissione di malattia. Le sue parole sono un’istigazione a delinquere. Come è inevitabile per qualsiasi forma di odio reso raccomandabile, esiste il rilancio. Le parole già nauseanti di Parenzo, Lucarelli e così via sono state ulteriormente rilanciate da innumerevoli persone. I non vaccinati sono stati coperti degli insulti più triviali da quelli che loro credevano essere loro amici. L’orrido green pass ha reso la gente peggiore. Parenzo non si è reso conto che lui stava indicando un gesto, gesto che tra l’altro è un reato? Ma tanto nessuno PM si muoverà contro una delle icone del regime con l’accusa di istigazione a delinquere. Evidentemente non gli è venuto in mente che questo gesto sarebbe stato fatto, veramente, nella sicurezza dell’impunità: non c’è stato limite a quanto un non vaccinato potesse essere aggredito e umiliato. Giovanni avrebbe dovuto vaccinarsi per uscire dall’odio totale che lo sommerge. Non ha voluto farlo. Era tutto troppo sporco, troppo lurido, ha preferito andarsene saltando dal quarto piano. Quattro piani sono molti, ha avuto il tempo di chiedere perdono a Dio sono certa. Prego per lui tutti i giorni. Pretendo uno stato decente, che non permetta alla gente di vomitare insulti luridi e restare impunita.</p>
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		<title>Considerazioni sul 25 aprile</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2024/04/26/considerazioni-sul-25-aprile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Apr 2024 16:32:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Parenzo]]></category>
		<category><![CDATA[Scurati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sia il mio papà che la mia mamma sono stati antifascisti, in epoca giusta, prima del ‘45. Non è stato del tutto merito loro: appartenevano entrambi a famiglie culturalmente potenti che non si fecero affascinare. Entrambi hanno sempre nutrito simpatia e tenerezza nei confronti degli altri, quelli che non avevano avuto a loro fortuna. Gli altri avevano creduto a quello che era scritto sui loro libri, a quello che avevano loro insegnato i maestri nelle scuole. Si erano conformati. Avevano idee sbagliate: non per questo erano da considerarsi persone sbagliate. Eugenio Scalfari fu appassionato fascista, Pier Paolo Pasolini anche, Dario [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-5828" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/04/trieste.x55482.jpeg" alt="" width="300" height="168" /> <img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-5829" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/04/trieste-1-300x125.x55482.jpeg" alt="" width="300" height="125" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/04/trieste-1-300x125.jpeg 300w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2024/04/trieste-1.jpeg 348w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Sia il mio papà che la mia mamma sono stati antifascisti, in epoca giusta, prima del ‘45. Non è stato del tutto merito loro: appartenevano entrambi a famiglie culturalmente potenti che non si fecero affascinare. Entrambi hanno sempre nutrito simpatia e tenerezza nei confronti degli altri, quelli che non avevano avuto a loro fortuna. Gli altri avevano creduto a quello che era scritto sui loro libri, a quello che avevano loro insegnato i maestri nelle scuole. Si erano conformati. Avevano idee sbagliate: non per questo erano da considerarsi persone sbagliate. Eugenio Scalfari fu appassionato fascista, Pier Paolo Pasolini anche, Dario Fo ha combattuto per la repubblica di Salò. I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti, scrisse Flaiano per sottolineare la formidabile rapidità del cambio di casacca. Il mio papà e la mia mamma no, io non ho nessuna verginità da rifarmi, appartengo a un’aristocrazia. Quindi se qualcuno si tiene il busto del duce sulla scrivania lo ritengo un assoluto diritto, una parte irrinunciabile della libertà di pensiero e di parola. Esattamente come ritengo sia un diritto avere nel cuore quell’ immenso crimine contro l’umanità che è stato il comunismo. Se poi questo tizio col busto del duce sulla scrivania o l’inscrizione al FUAN scrive buona musica, ha scritto un buon libro, è un buon dentista, è un grandissimo giudice caduto nella vera guerra alla vera mafia (Borsellino), la mia stima non diminuisce, ritengo il suo fascismo una delle sue tante caratteristiche, né l’unica né la più importante. Gente che ha scodinzolato e scodinzola davanti alle svastiche del battaglione Azov e a quelle palestinesi, si scopre il 25 aprile nel cuore un antifascismo mortale, nel senso letterale del termine: se potessero ammazzerebbero, magari a martellate sul cranio. Scrivo queste righe per fare una domanda, una domanda che non vuole essere una provocazione, ma un’occasione di pensiero. Tutti voi “antifà”, combattenti di una guerra contro un nemico sconfitto e annientato settant’anni fa dagli eserciti alleati, siete sicuri che se foste nati un secolo prima avreste resistito? Siete assolutamente certi che non vi sareste conformati? Signor Scurati lei si è conformato a una spaventosa dittatura sanitaria che ha inoculato a forza farmaci inutili, pericolosi e potenzialmente mortali con il ricatto della morte per fame! Il suo antifascismo è racchiuso nella fotografia del funzionario con la fascia tricolore che, in nome del popolo italiano, ma non nel mio, bombarda di acqua gli eroici e magnifici portuali di Trieste seduti per terra a recitare il Rosario. Quella foto riassume anche l’antifascismo dei presidenti del Consiglio di quel periodo e della Repubblica. Quel funzionario è stato promosso e molti di quei portuali sono stati licenziati. Il fascismo sarebbe riuscito a fare di peggio? Il giornalista Parenzo è stato aggredito in mnaiera vergognosa in quanto ebreo in questa festa che è sempre più la festa dell&#8217;odio e dell&#8217;antisemitismo, un mitivo in più per abolire questa commemorazione sempre più stravolta, e insieme alla vicinanza per le aggressioni subite, resta la perplessità per il suo comportamento durante la pandemia. Giornalista Parenzo, lei ha invitato a sputare nel cibo dei dissidenti. I dissidenti sono coloro che avevano capito che non c’era scritto da nessuna parte della scheda tecnica di questi farmaci che avrebbero impedito la trasmissione della malattia. Secondo lei quindi è lecito, anzi doveroso, sputare nel cibo dei dissidenti. Che differenza c’è con l’olio di ricino? Se lei fosse nato un secolo fa con un cognome diverso, da che parte sarebbe stato? Ci avete augurato piombo, di morire come mosche, diventare poltiglia verde, campi di concentramento, tutti voi che ci avete tolto diritti elementari come lavorare, guadagnarsi il pane, salire su un mezzo pubblico o usare il bagno di un bar, voi che avete creduto, avete obbedito, avete combattuto nella delirante dittatura pandemica, se foste nati un secolo fa, da che parte sareste stati? Avreste creduto, obbedito a quello in cui si credeva e obbediva all’epoca, e per quello avreste combattuto contro dissidenti inermi. Io sono assolutamente certa che cento anni fa avrei resistito, e ne sono certa perché oggi non ho creduto, non ho obbedito, e ho combattuto dalla parte giusta della barricata, salvando migliaia di persone da tachipirina e vigile attesa, e salvando grazie ai miei avvertimenti migliaia di persone dall’inocularsi vaccini pessimi: l’ho pagato con la radiazione dall’ Ordine dei Medici, lo stesso ordine che decenni fa ha espulso i colleghi ebrei, ora radia i colleghi dissidenti. Il vostro antifascismo racchiuso in latrati contro la brigata ebraica e bandiere arcobaleno, canzonetta “Bella ciao” mai cantata da nessun partigiano, potreste cercare per una volta di renderlo un pochino meno ridicolo, magari anche meno sguaiato? In nome dei morti veri, in nome di quelli che il fascismo lo hanno combattuto sul serio.</p>
<p>Il 25 aprile è diventato la festa dell&#8217;odio. le aggressioni alla brigata ebraica sono diventati l&#8217;arma per sdoganare le violenze di un&#8217;immigrazione che non desidera inegrarsi a nulla perché è un fenomeno coloniale.</p>
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		<title>Armi di migrazione di massa.</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2022/04/10/armi-di-migrazione-di-massa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Apr 2022 09:49:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Armi di migrazione di massa]]></category>
		<category><![CDATA[Boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[Cacciari]]></category>
		<category><![CDATA[Kelly M Greenhill]]></category>
		<category><![CDATA[Parenzo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160;   Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera, è il titolo dell’interessante saggio di Kelly M Greenhill,   ricercatrice di Harvard, che spiega come il fenomeno migratorio, che siamo spinti a subire dai nostri influencer, con la scusa della compassione, sia in realtà un fenomeno costruito che ha come scopo la nostra distruzione. La tesi che afferma che l’emorragia di maschi sani in età militare, cioè nella loro maggiore potenzialità lavorativa sia un vantaggio per i paesi di origine, nazioni dove l’agricoltura non è meccanicizzata e ha quindi bisogno del maggior numero di braccia, è semplicemente scema. [&#8230;]</p>
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<p><em>Armi di migrazione di massa. Deportazione, coercizione e politica estera, </em>è il titolo dell’interessante saggio di Kelly M Greenhill,   ricercatrice di Harvard, che spiega come il fenomeno migratorio, che siamo spinti a subire dai nostri influencer, con la scusa della compassione, sia in realtà un fenomeno costruito che ha come scopo la nostra distruzione.</p>
<p>La tesi che afferma che l’emorragia di maschi sani in età militare, cioè nella loro maggiore potenzialità lavorativa sia un vantaggio per i paesi di origine, nazioni dove l’agricoltura non è meccanicizzata e ha quindi bisogno del maggior numero di braccia, è semplicemente scema.</p>
<p>La tesi che afferma che le società europee necessitino di lavoratori stranieri senza qualifiche tecnologiche  è semplicemente scema, e non regge di fronte ai dati della disoccupazione e della sottoccupazione, di fronte al costante “ progresso” europeo che porta a una sempre minore necessità di lavoratori, sostituiti da macchine, e una sempre minore necessità di lavoratori non formati tecnologicamente.</p>
<div>I paesi occidentali liberali e democratici, sono quelli destinati ad essere distrutti. Gli illiberali non sono desiderati e non hanno certo frontiere facili, la migrazioni incontrollata serve quindi a destabilizzarli.</div>
<div>Se il paese ha un&#8217;identità e una economia forte, per esempio l&#8217;Umgheria, può resistere, se ha un economia debole e ricattabile come Grecia e Italia cederà e sarà distrutto.</div>
<p>Contrariamente a quanto affermano i nostri influencer, Boldrini, Cacciari, Parenzo e altri, non si tratta di un’emergenza umanitaria, ma di un fenomeno costruito da nazioni e organismi sovranazionali per destabilizzare e impoverire le nazioni, l’Italia soprattutto.</p>
<p>Migrazione coercitiva programmata è il termine corretto per definire il fenomeno migratorio che ha lo scopo di destabilizzare i paesi riceventi, tre cui, soprattutto, l’Italia. Dal 1951 sono innumerevoli i casi di migrazione coercitiva programmata. Gli immigrati sono un’arma per destabilizzare il mondo del lavoro buttando sul mercato lavoratori disposti ad accettare bassissimi costi. Sono un’arma per destabilizzare la società e annientarne la sicurezza: nel proprio paese di origine c’è una rete sociale di sostegno e di controllo, che salta nella migrazione, in particolare le migrazioni di soli maschi. Aumentano inevitabilmente le malattie mentali, l’emigrazione è una prova durissima e destabilizza,  e aumentano gli atti di delinquenza.  Vivere nei quartieri operai con un alto tasso di migrazione incontrollata è un problema drammatico, che spinge i cittadini originari a muoversi in una situazione di coprifuoco. Le migrazioni incontrollate sono un’arma di impoverimento perché grosse cifre devono essere tolte con le tasse per dare assistenza. Con le cifre che abbiamo speso per assistere persone che, contrariamente alle affermazioni dei nostri influencer,  non erano in fuga da nessuna guerra e nessuna carestia, avremmo ricostruito Amatrice. Amatrice non è stata ricostruita perché abbiamo stornato i fondi per altro.</p>
<p>Grazie alla Open Society d’Italia e alle sue pittoresche ONG, importiamo un esercito di lavoratori a basso costo o più semplicemente un esercito.</p>
<p>Nel libro è riportata un’ indagine del centro studi di Confcommercio presentata il 22 novembre 2016 riferisce che per la popolazione italiana il tasso è di 4,3 criminali ogni mille abitanti che sale a 8,5 tra gli stranieri regolari e addirittura tra i 148 e i 247 criminali ogni mille persone fra gli immigrati quelli irregolari. Dal 2016 do per scontato che i dati siano lentamente peggiorati. Questo determina 3 cose:</p>
<ul>
<li>un’enorme perdita economica, un detenuto costa moltissimo.</li>
<li>Un enorme perdita di sicurezza per i cittadini: tenete presente che, data l’enorme fiducia che abbiamo le nostre forze dell’ordine e la nostra magistratura, noi abbiamo smesso di denunciare i reati. Non vado alla polizia a denunciare quando mi rubano i soldi dalla borsa, perché tanto a nessuno importa un fico. Non ho denunciato tutte le volte in cui dovendo attraversare, magari col buio, strade o peggio ancora piccole stazioni, per il solo fatto di essere femmina, mi sono trovata esposta a cose che avrei preferito evitare. Ricordo che quando un immigrato è stato assassinato la signora Boldrini e altre influencer si sono precipitate ai funerali. Ai funerali degli italiani assassinati da immigrati hanno solo i loro parenti.</li>
<li>Terzo disastro è lo stato delle prigioni. Che il multiculturalismo sia una bella cosa è un’idea scema che può venire in mente solo a influencer che vivono a Capalbio con squadre di dobermann che tengono distanti chiunque non sia del giro. Quando ci si trova in posti più piccoli di Capalbio, tipo stanza di ospedale o ancora di più cella di prigione, convivere con persone con lingua, religione, usanze igieniche e usanze alimentari diverse è una dannazione. Lo spiega benissimo Primo Levi in Se questo è un uomo. In una cella orrenda e sovraffollata come sono quelle italiane, se tutti gli utenti hanno la stessa lingua e le stesse abitudini si va un filo meglio che non con la torre di Babele, che è stata appunto una maledizione.</li>
</ul>
<p>Il fondo monetario internazionale nel 2016 stabilisce che occorre  privilegiare i migranti rispetto agli autoctoni nelle assegnazioni del lavoro, abbattendo le tasse a chi assume uno straniero e lascandole intatte e inviolabili se si assumo un locale.</p>
<p>Il libro spiega che nulla di questo è casuale. È una forma prestabilita di distruzione sociale ed economica.</p>
<p>Un complottista di qualità a questo punto potrebbe ipotizzare che milioni di profughi della guerra in Siria, Libia e soprattutto Ucraina non siano un accidentale effetto collaterale, ma un risultato voluto. L’Italia già piegata e piagata dalla volontà ferrea di Speranza e CTS, con una parte della popolazione esclusa dal lavoro ( faccio parte di questo gruppo), ora si trova un’immigrazione enorme  in fuga da un’Ucraina devastata dove la vita è stata resa impossibile da una guerra che tutti vogliono che continui. Non reggeremo, e soprattutto non reggeranno Ungheria e Polonia, le due nazioni detestate dall’Europa per la loro scarsa fluidità gender, che hanno vietato i corsi di masturbazione ordinati dall’ONU nelle scuole materne ritenendo che i propri bambini siano abbastanza intelligenti da scoprirla da soli.</p>
<p>Ora Ungheria e Polonia, confinanti, come l’Italia, che non confina ma è tanto buona, saranno inevitabilmente destabilizzate. Nessun profugo andrà negli Stati Uniti e la Gran Bretagna ne ha ospitati 500.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Caro Cacciari, lei si vergogna di essere italiano? Noi ne siamo fieri" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/ta-RN0Im84I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
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