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	<title>stefano Leo Archivi - Silvana De Mari Community</title>
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	<title>stefano Leo Archivi - Silvana De Mari Community</title>
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		<title>Importiamo invidia sociale mortale</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2025/07/23/importiamo-invidia-sociale-mortale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 07:19:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Kabobo]]></category>
		<category><![CDATA[Ousseynou Sy]]></category>
		<category><![CDATA[Said Machaouat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’invidia è una delle emozioni più potenti. Solo la paura riesce a essere più forte. L’invidia è anche uno dei motori buoni del mondo. È un fenomeno fondamentalmente fisiologico che può diventare tragicamente patologico. Se in epoca preistorica vedo il mio vicino di casa che caccia più di me perché si è fabbricato una fionda, lo invidio e questa invidia è la motivazione per fabbricare a mia volta una fionda e raggiungere i suoi livelli di caccia. Se in epoca medievale la mia vicina di casa ha una mortalità tra i suoi figli bambini inferiore la mia, la invidio e quindi comincio [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-6434" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/07/imm-violenti-300x180.x55482.jpg" alt="" width="300" height="180" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/07/imm-violenti-300x180.jpg 300w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/07/imm-violenti-400x240.jpg 400w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2025/07/imm-violenti.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’invidia è una delle emozioni più potenti. Solo la paura riesce a essere più forte. L’invidia è anche uno dei motori buoni del mondo. È un fenomeno fondamentalmente fisiologico che può diventare tragicamente patologico. Se in epoca preistorica vedo il mio vicino di casa che caccia più di me perché si è fabbricato una fionda, lo invidio e questa invidia è la motivazione per fabbricare a mia volta una fionda e raggiungere i suoi livelli di <a href="http://caccia.se/">caccia. Se</a> in epoca medievale la mia vicina di casa ha una mortalità tra i suoi figli bambini inferiore la mia, la invidio e quindi comincio a imitarla: anche io comincio a lavare tutto, a spazzare più spesso, a impiegare più tempo, perché gli abiti siano puliti e senza pidocchi. Se il mio compagno di classe, mettendo da parte le paghette mese dopo mese, è riuscito a comprarsi una bicicletta, lo invidio e grazie all’invidia posso fare anch’io la stessa operazione, a meno che io non abbia la certezza di non esserne capace. Allora l’invidia diventa odio, diventa patologica. Il mio scopo non è più raggiungere la bicicletta, ma distruggere colui che è riuscito a comprarsela, mentre io non ne sono capace. Quindi, per poter avere un’invidia di qualità occorrono in apparenza due fattori, in realtà tre: il desiderio di qualcosa che ha un altro e la certezza di non avere la capacità di raggiungerlo a mia volta sono i due più ovvi. Il terzo fattore è la incapacità di trovare vie alternative per raggiungere la stessa gioia che mi darebbe l’impossibile oggetto dei miei desideri. Occorre la capacità di spostare l’attenzione da quello che non si possiede e che non siamo in grado di avere, a quello che si possiede e potenziarlo.  Nick Vuijcic, leader motivazionale nato senza gambe e senza braccia, non ha sprecato disperazione a invidiare tutti coloro che sono nati sani, ha potenziato tutto quello che ha, per cui riesce a camminare e a nuotare, ha potenziato la mimica, il senso dell’umorismo, la dialettica, e ha imparato a consolare il mondo.  È interessante notare come le persone nate con malformazioni o malattie congenite, figli di madri valorose che li hanno sottratti al cortese suggerimento di un aborto, hanno un tasso di suicidio più basso rispetto alla popolazione di sani. In primo luogo hanno una mamma formidabile, una mamma che ha risposto un secco e indignato <em>no</em> al ginecologo abortista che con cortese fermezza proponeva l’assassinio del suo bimbetto come eroica via per migliorare il mondo, in secondo luogo imparano da piccolissimi, come unica possibile strategia di sopravvivenza, a spostare l’attenzione da quello che non hanno a quello che hanno e a sfruttare al massimo quello che c’è. Quindi alla fine la definizione di invidia nasce da tre fattori, il volere qualcosa che un altro ha, sapere che non siamo in grado di averlo e non avere nulla per sostituire quella gioia che non siamo in grado di raggiungere. La base dell’invidia quindi è l’incapacità a spostare l’attenzione da qualcosa che non abbiamo e che non possiamo avere a qualcosa che abbiamo. La cosa che non si ha diventa importantissima, l’unica che conta e se non la si può avere, nasce il desiderio di distruzione non solo dell’invidiato, ma del mondo intero: è lo schema del perdente radicale . Il perdente radicale è descritto nell’omonimo libro del filosofo tedesco Hans Magnus Enzensberger. Il perdente radicale è colui che non tollera che altri abbiano più di lui. Pur di distruggere coloro che hanno più di lui, è disposto a distruggere il mondo anche a costo del proprio sacrificio personale. Per chi non avesse voglia di leggersi Enzensberger, può bastare la fiaba di Biancaneve. Per quale motivo la regina di Biancaneve vuole assassinare Biancaneve? Biancaneve non vuole rubarle il trono, non le ha ucciso il gatto, è solamente più bella di lei. Quindi essere più belli, o più colti, o più bravi, o più capaci, o più ricchi, o più felici, diventa un buon motivo di una condanna a morte. Molti immigrati ci accoltellano perché abbiamo più di loro. Questo è stato sottolineato, ufficializzato, a Torino qualche anno fa: A Torino Stefano Leo ucciso ai Murazzi cinque anni fa è stato assassinato perché sorrideva, dal 27enne Said Machaouat con una <a href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/02/23/news/torino_un_uomo_ucciso_a_coltellate_in_pieno_centro-219911049/">coltellata mortale</a>, e ci va parecchio odio per dare una coltellata mortale, non è una cosa da poco. La coltellata mortale oltretutto non è né la prima né l’unica opzione. Prendiamo atto del fatto che le persone frustrate diventano particolarmente aggressive, e tendono a prendersela col primo che capita, però ci sono diverse opzioni: occhiataccia, insulto, gomitata, calcio sull’alluce, calcio al ginocchio, ginocchiata, insulti alla madre, coltellata non mortale. Quindi il signor Said Machaouat sarà anche stato anche irritato col mondo, ma una coltellata mortale a uno sconosciuto perché aveva un’aria felice resta un gesto atroce che l’irritazione col mondo non basta a giustificare. Per arrivare a questo gesto occorre la struttura del perdente radicale: un odio al mondo totale che fiorisce su una struttura assolutamente arida, priva di qualsiasi capacità empatica. Un odio totale al mondo per cui si decide di danneggiarlo anche a costo di sacrificare la propria vita, di finire in prigione, e si decide di danneggiarlo levandogli il meglio. Un uomo che sorride è il meglio. Il mondo ha reso infelice il signor Said Machaouat e il signor Said Machaouat si è vendicato uccidendo la parte migliore del mondo: un uomo che sorride. A questo aggiungiamo il nostro timore che, magari in piccola percentuale, questo sia stato un delitto etnico, come forse quello del ghanese Kabobo, che uccise tre persone a picconate. Sicuramente sarebbe stato un delitto etnico quello dell’autobus che avrebbe dovuto bruciare con 51 ragazzini dentro. Ousseynou Sy, l’autista che nei pressi di San Donato Milanese nel 2019 ha dirottato verso Linate un bus con a bordo 51 ragazzini di una scuola media di Crema, ha dato fuoco al bus dichiarando di volerli uccidere per fermare le morti nel Mediterraneo. Ragazzini quindi “puniti” in quanto appartenenti a un popolo “colpevole” di vivere al sicuro. Descrivo questi episodi di qualche anno fa perché sono paradigmatici. Una nazione sana di mente con governanti sani di mente e una magistratura che ami e rispetti il popolo, dopo questi episodi avrebbe dovuto chiudere i porti e bloccare l’ingresso di individui che nei loro paesi di origine sarebbero anche stati funzionali, trapiantati malamente in una realtà che loro giudicano da un lato inarrivabile, dall’altro il giusto oggetto della loro predazione in quanto la disprezzano per motivi religiosi, diventano perdenti radicali. Da allora sono migliaia gli attacchi, persone uccise, oppure ragazzi e ragazzini aggraditi e umiliati per rubare cellulari e altro, ma soprattutto per levare la dignità, per calpestare. Sono migliaia le donne aggredite, dalle molestie fino alla stupro: la motivazione non è il desiderio erotico, ma il desiderio di umiliare e sporcare una donna che difficilmente si accompagnerebbe, quindi è irraggiungibile, ma che comunque è anche un’infedele che è giusto umiliare. A questo punto pretendiamo di essere rassicurati, non di essere insultati. Se questa nostra teoria è vera, allora i vari intellettuali, psichiatri, personaggi politici, disegnatori, cantanti e attori, gerarchie religiose, dirigenti del PD e chef alla moda, che passano il loro tempo a spiegarci che i veri responsabili in realtà siamo noi che non siamo abbastanza buoni, accoglienti e generosi, stanno facendo un disastro, perché con le loro incaute parole stanno aumentando il risentimento e l’odio verso di noi e verso i nostri figli. Pretendiamo di poter girare nelle nostre strade come si girava fino a 20 anni fa, con la certezza che nessuno ci avrebbe accoltellato o preso a picconate.</p>
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		<title>Crimini preterintenzionali e crimini premeditati, voluti, preparati.</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2020/09/29/crimini-preterintenzionali-e-crimini-premeditati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2020 10:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Don Roberto]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Kabobo]]></category>
		<category><![CDATA[Pamela]]></category>
		<category><![CDATA[stefano Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una giovane donna è morta. La sua vita è stata spezzata. Ha causato la morte il fratello, speronato la sua moto con la propria auto. Una famiglia è stata spezzata nel più crudele di modi. Essere fratelli può dare non solo l’amore più grande, ma anche il rancore più profondo. Possiamo cominciare a presumere, come dovere in una nazione decente che afferma la giustizia e non il linciaggio, l’assoluta mancanza della premeditazione, l’assoluta mancanza della volontà di uccidere, possiamo presumere un istante di collera che, come purtroppo succede nella collera, ha fatto perdere per pochi terribili istanti la capacità di intendere di volere. Possiamo [&#8230;]</p>
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<div data-canvas-width="361.52000000000004"><img loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-2848" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2020/01/crist-perseguitati-300x141.x55482.jpg" alt="" width="300" height="141" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2020/01/crist-perseguitati-300x141.jpg 300w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2020/01/crist-perseguitati.jpg 327w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
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<div data-canvas-width="361.52000000000004">Una giovane donna è morta. La sua vita è stata spezzata.</div>
<div data-canvas-width="603.0399999999998">Ha causato la morte il fratello, speronato la sua moto con la propria auto. Una famiglia è stata spezzata nel più crudele di modi. Essere fratelli può dare non solo l’amore più grande, ma anche il rancore più profondo.</div>
<div data-canvas-width="626.6399999999996">Possiamo cominciare a presumere, come dovere in una nazione decente che afferma la giustizia e</div>
<div data-canvas-width="624.3999999999999">non il linciaggio, l’assoluta mancanza della premeditazione, l’assoluta mancanza della volontà di uccidere, possiamo presumere un istante di collera che, come purtroppo succede nella collera, ha fatto perdere per pochi terribili istanti la capacità di intendere di volere. Possiamo affermare che un</div>
<div data-canvas-width="370.41600000000017">fratello che faccia questo è in una situazione di equilibrio.</div>
<div data-canvas-width="635.9199999999998">Tutta la nazione ha pianto questa giovane donna. La notizia della sua morte ha aperto radiogiornali e telegiornali, la sua foto è stata sulle pagine dei giornali. Trasmissioni su rasmissioni, talk show su talk show hanno parlato e stanno parlando di lei e della sua morte.</div>
<div data-canvas-width="634.56">Un sacerdote stato assassinato con sette coltellate al collo e alla gola che lo hanno quasi decapitato.</div>
<div data-canvas-width="634.56">C&#8217;è una differenza abissale tra un delitto preterintenzionale, fatto in un unico istante, e un delitto volontario fatti in sette istanti di setta coltellate.</div>
<div data-canvas-width="512.5600000000002">Possiamo affermare la premeditazione: normalmente non si gira con un coltello.</div>
<div data-canvas-width="639.7439999999999">Possiamo affermare la volontà di uccidere: chi vuole solo ferire non colpisce la gola e non continua dopo la prima coltellata.</div>
<div data-canvas-width="587.2159999999999">Possiamo affermare una possibile motivazione ideologica tenendo presente che la religione dell’imputato del crimine scrive nero su bianco la frase: uccidi gli infedeli ovunque si trovino.</div>
<div data-canvas-width="613.3280000000001">Possiamo dire che della morte di sacerdote non gliene importa molto a nessuno? Tutti ti si sono</div>
<div data-canvas-width="632.0319999999998">precipitati ad affermare che l’assassino fosse un isolato pazzerello, frase assolutamente bizzarra in</div>
<div data-canvas-width="641.7439999999997">quanto pronunciata prima di una qualsiasi perizia psichiatrica e che invece compare ossessivamente</div>
<div data-canvas-width="642.144">quando la vittima è un occidentale di origine cristiana. Il 2 aprile 2019 Stefano Leo a Torino è stato</div>
<div data-canvas-width="338.03200000000015">sgozzato da un marocchino con cittadinanza italiana</div>
<div data-canvas-width="289.1200000000001">Said Mechaout, 27 anni,perché era italiano e</div>
<div data-canvas-width="626.6879999999999">aveva l’aria felice, il signor Kabobo con un piccone ha assassinato tre italiani, e quando Pamela è</div>
<div data-canvas-width="630.1279999999999">stata uccise e smembrata è stato tutto un balletto sulle punte di sillabe pesate. Nessun personaggio</div>
<div data-canvas-width="624.4319999999998">polito si è presentato al suo funerale, e questo è stato un errore tragico, che ha scatenato la folle e</div>
<div data-canvas-width="602.3199999999999">razzista furia di un aspirante giustiziere, Traini, che ha ferito sei persone e per fortuna non ha</div>
<div data-canvas-width="596.944">ucciso nessuno. Se qualche personaggio politico si fosse presentato al funerale di Pamela, ad</div>
<div data-canvas-width="615.5999999999999">accogliere la collera e consolare la frustrazione, come è dovere della politica quando qualcosa è</div>
<div data-canvas-width="600.4479999999999">successo che scateni collera e frustrazione, è molto verosimile che quella furia non si sarebbe</div>
<div data-canvas-width="66.63999999999999">scatenata.</div>
<div data-canvas-width="471.15200000000016">L’assassinio intenzionale e brutale di un sacerdote è un gesto gravissimo.</div>
<div data-canvas-width="575.952">Sgozzare una persona con sette coltellate fino quasi a decapitarla può far sospettare che il</div>
<div data-canvas-width="613.8079999999998">maneggiatore di coltelli non sia nuovo ad esperienze del genere. Sappiamo che aveva decreti di</div>
<div data-canvas-width="604.064">espulsione, e le forze dell’ordine si sono ben guardate dal mettere in atto perché erano troppo</div>
<div data-canvas-width="597.7599999999998">impegnate a fare la multe a chi rifiuta di portare la mascherina e a controllare i bambini nelle</div>
<div data-canvas-width="48.91199999999999">scuole.</div>
<div>​</div>
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<div data-canvas-width="623.856">L’episodio atroce dimostra che tutti siamo in pericolo, che della nostra vita non importa un fico a</div>
<div data-canvas-width="388.288">nessuno, e che la legge Zan Scalfarotto non ha nessun senso.</div>
<div data-canvas-width="639.5519999999999">L’assoluta indifferenza per la morte del sacerdote contrasta con l’immenso cordoglio per la morte di</div>
<div data-canvas-width="144.33599999999998">Maria Paola Gaglione.</div>
<div data-canvas-width="635.4879999999999">L’assoluta indifferenza alla morte del sacerdote, cui molti hanno reagito spiegando che il cuoricino</div>
<div data-canvas-width="620.784">del maneggiatore di coltello doveva essere stato ferito dal sovranismo, si allinea con la completa</div>
<div data-canvas-width="582.8000000000001">assoluta e nauseante indifferenza all’assassinio dei cristiani perseguitati nel mondo, al loro</div>
<div data-canvas-width="617.792">imprigionamento, al rapimento e allo stupro delle loro donne, alle leggi che impediscono loro le</div>
<div data-canvas-width="147.408">libertà più elementare.</div>
<div data-canvas-width="630.2719999999999">I Cristiani sono sotto attacco. Della loro morte non importa nulla a nessuno. Quando la loro morte</div>
<div data-canvas-width="616.4639999999999">avviene fuori dal mondo occidentale è signorilmente ignorata, ne avviene all’interno del mondo</div>
<div data-canvas-width="615.0400000000002">occidentale si invoca la malattia mentale del pazzerello di turno, tutti terrorizzati dalla possibile</div>
<div data-canvas-width="142.49599999999998">accusa di islamofobia.</div>
<div data-canvas-width="633.9040000000001">Questo sacerdote è stato il secondo ucciso su suolo europeo, il primo ucciso su suolo italiano. Non</div>
<div data-canvas-width="641.168">sarà l’ultimo, nessuno si faccia illusioni. Chiunque assassinerà italiani, sarà serenamente giustificato</div>
<div data-canvas-width="633.36">dall’essere un po’ pazzerello e dal fatto che la sua pazzia sia stata istigata dai sovranisti con la loro</div>
<div data-canvas-width="633.744">cattiveria. In fatto che nel Corano sia scritto Uccidi gli infedeli ovunque si trovino, è un irrilevante</div>
<div data-canvas-width="76.368">particolare.</div>
<div data-canvas-width="630.7359999999999">Non abbiamo alcun bisogno di una legge contro l’omofobia, che sarebbe solo un ulteriore rilancio</div>
<div data-canvas-width="598.7679999999999">dell’odio al cristianesimo. San Paolo afferma che la pratica sodomitica un peccato. Chiunque</div>
<div data-canvas-width="604.3359999999998">affermi che non lo è contrasta la religione. Vietare questa affermazione è l’annullamento della</div>
<div data-canvas-width="616.592">libertà religiosa. Non abbiamo bisogno di una legge contro l’omofobia, abbiamo bisogno di una</div>
<div data-canvas-width="636.9119999999999">legge contro l’assassinio, contro lo stupro, contro il rapimento, che dichiari che questi crimini sono</div>
<div data-canvas-width="619.5840000000001">gravissimi anche se sono commessi contro cristiani, concetto che al momento non sembra molto chiaro.</div>
<div data-canvas-width="619.5840000000001">dopo che questo articolo è stato pubblicato su La verità, sono arrivate le mail di insulti con le accuse deliranti di sottovalutare la morte della giovane donna. Per inciso, in quella famiglia hanno uno zio con comportamento omosessuale, che non scandalizza nessuno, ed erano sconvolti dal fatto che la persona con cui Maria Paola Gaglione usciva era una persona dedita allo spaccio, con obbligo di firma, che l&#8217;aveva convinta a lasciare la scuola e a fare una vita randagia.</div>
<div data-canvas-width="619.5840000000001">Mail come quelle che ricevo mi spiegano che lo sciacallaggio su una tragedia familiare inenarrabile, spinge al punto tale da non essere in grado di distinguere un omocidio preterintenzionale, da una vera e propria esecuzione</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Non istigate il perdente radicale.</title>
		<link>https://www.silvanademaricommunity.it/2019/04/06/non-istigate-il-perdente-radicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvana De Mari]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Apr 2019 14:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Enzensberger]]></category>
		<category><![CDATA[perdente radicale.]]></category>
		<category><![CDATA[stefano Leo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tengo corsi di ottimismo. Spiego l’importanza del sorridere. Esistono evidentemente delle correlazioni tra il cervello e la mimica. Quando siamo contenti sorridiamo. E&#8217; ovvio. La correlazione però funziona anche in senso inverso. Se ci sforziamo di sorridere, dopo un po’ il nostro umore migliora. Lo vediamo con gli attori: gli attori che devono recitare parti dove sorridono spesso, alla fine sono ragionevolmente di buon umore. Gli attori che recitano parti terribili, dove aspettano Godot o ammazzano Desdemona, alla fine sono molto più tristi. Non tutti sono d’accordo sul concetto che sorridere sia una buona idea. Nei suoi bellissimi libri la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1719 aligncenter" src="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2018/10/san-giorgio-1-300x199.x55482.jpg" alt="Non istigate il perdente radicale Silvana De Mari Community" width="300" height="199" srcset="https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2018/10/san-giorgio-1-300x199.jpg 300w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2018/10/san-giorgio-1-400x265.jpg 400w, https://www.silvanademaricommunity.it/wp-content/uploads/2018/10/san-giorgio-1.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Tengo corsi di ottimismo. Spiego l’importanza del sorridere. Esistono evidentemente delle correlazioni tra il cervello e la mimica. Quando siamo contenti sorridiamo. E&#8217; ovvio. La correlazione però funziona anche in senso inverso. Se ci sforziamo di sorridere, dopo un po’ il nostro umore migliora. Lo vediamo con gli attori: gli attori che devono recitare parti dove sorridono spesso, alla fine sono ragionevolmente di buon umore. Gli attori che recitano parti terribili, dove aspettano Godot o ammazzano Desdemona, alla fine sono molto più tristi.</p>
<p><strong>Non tutti sono d’accordo sul concetto che sorridere sia una buona idea</strong>. Nei suoi bellissimi libri la scrittrice statunitense Pearl Buck racconta come nella Cina imperiale fosse calorosamente sconsigliato sorridere: poteva attirare l’invidia di minuscoli rognosi folletti che avrebbero saldato il conto per quell’attimo di felicità. In realtà non sono i folletti che ci massacrano se siamo contenti, ma i <em>perdenti radicali</em>. Il perdente radicale è descritto nell’omonimo libro del filosofo tedesco Hans Magnus Enzensberger. Il perdente radicale è colui che non tollera che altri abbiano più di lui. Pur di distruggere coloro che hanno più di lui, è disposto a distruggere il mondo anche a costo del proprio sacrificio personale. Per chi non avesse voglia di leggersi Enzensberger, può bastare la fiaba di Biancaneve. Per quale motivo la regina di Biancaneve vuole assassinare Biancaneve? Biancaneve non vuole rubarle il trono, non le ha ucciso il gatto, è solamente più bella di lei. Quindi essere più belli, o più colti, o più bravi, o più capaci, o più ricchi, o più felici, diventa un buon motivo di una condanna a morte.</p>
<p><strong>A Torino Stefano Leo è stato assassinato perché sorrideva</strong>, dal 27enne Said Machaouat con una <a id="ext-gen586" href="https://torino.repubblica.it/cronaca/2019/02/23/news/torino_un_uomo_ucciso_a_coltellate_in_pieno_centro-219911049/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="redir.hsp?url=https%3A%2F%2Ftorino.repubblica.it%2Fcronaca%2F2019%2F02%2F23%2Fnews%2Ftorino_un_uomo_ucciso_a_coltellate_in_pieno_centro-219911049%2F">coltellata mortale</a>, e ci va parecchio odio per dare una coltellata mortale, non è una cosa da poco. La coltellata mortale oltretutto non è né la prima né l’unica opzione. Prendiamo atto del fatto che le persone frustrate diventano particolarmente aggressive, e tendono a prendersela col primo che capita, però ci sono diverse opzioni: occhiataccia, insulto, gomitata, calcio sull’alluce, calcio al ginocchio, ginocchiata, insulti alla madre, coltellata non mortale. stefano leo, perdente radicale</p>
<p><strong>Quindi il signor Said Machaouat</strong> sarà anche stato anche irritato col mondo, ma una coltellata mortale a uno sconosciuto perché aveva un’aria felice resta un gesto atroce che l’irritazione col mondo non basta a giustificare. Per arrivare a questo gesto occorre la struttura del perdente radicale: un odio al mondo totale che fiorisce su una struttura assolutamente arida, priva di qualsiasi capacità empatica. Un odio totale al mondo per cui si decide di danneggiarlo anche a costo di sacrificare la propria vita, di finire in prigione, e si decide di danneggiarlo levandogli il meglio. Un uomo che sorride è il meglio. Il mondo ha reso infelice il signor Said Machaouat e il signor Said Machaouat si è vendicato uccidendo la parte migliore del mondo: un uomo che sorride.</p>
<p><strong>A questo aggiungiamo il nostro timore</strong> che, magari in piccola percentuale, questo sia stato un delitto etnico, come forse quello del ghanese Kabobo, che uccise tre persone a picconate, quello di Pamela in due trolley. Sicuramente sarebbe stato un delitto etnico quello dell’autobus che avrebbe dovuto bruciare con 51 ragazzini dentro, ragazzini quindi “puniti” in quanto appartenenti a un popolo “colpevole” di non tenere i porti aperti. Speriamo di sbagliarci, ma questo dubbio è presente, e a questo punto pretendiamo di essere rassicurati, non di essere insultati. Se questa nostra teoria è vera, allora i vari intellettuali, psichiatri, personaggi politici, disegnatori di vignette, fotografi di magliette, gerarchie religiose e chef alla moda, che passano il loro tempo a spiegarci che i veri responsabili in realtà siamo noi che non siamo abbastanza buoni, accoglienti generosi, stanno facendo un disastro, perché con le loro incaute parole stanno aumentando il risentimento e l’odio verso di noi e verso i nostri figli. Pretendiamo di poter girare nelle nostre strade come si girava fino a 20 anni fa, con la certezza che nessuno ci avrebbe accoltellato o preso a picconate.</p>
<p><strong>Pretendiamo inoltre che si ristabilisca il concetto del libero arbitrio</strong>. Il responsabile di un crimine è colui che l’ha commesso. Nessun altro. Se qualcuno lo ha spinto all’infelicità, è irrilevante. L’infelicità non giustifica crimini. Ognuno è responsabile delle proprie azioni, di tutte, e solo di quelle. Chiunque voglia dire fesserie, chiunque si precipiti a giustificare gli assassini col sangue ancora caldo delle vittime, impari a respirare lungo prima di dire parole che potrebbero aumentare il rancore e il risentimento contro innocenti. Mentre continuiamo a seppellire i nostri morti cominciamo a chiedere cautela e silenzio. Anzi, cominciamo a pretenderle.</p>
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