Silvana De Mari Community

Main Menu

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti

logo

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti
  • un boicottaggio geniale

  • Corti e Pasolini

  • Non c’è educazione senza onore

  • Le parole hanno il valore con cui risuonano nella mente di chi ascolta.

  • È bello spillare dall’altrui botte.

Generale
Home›Generale›un boicottaggio geniale

un boicottaggio geniale

By Silvana De Mari
14 Giugno 2026
2
0
Share:

Certe storie italiane meriterebbero di essere raccolte in un volume a metà fra il trattato di economia politica e il teatro dell’assurdo. Un libro firmato idealmente da Carlo Fruttero e Franco Lucentini, con prefazione di un ragioniere in lacrime e postfazione di un delegato sindacale col mal di testa.

La trama è semplice, e proprio per questo sublime.

Per mesi, in Italia, si è invocato il boicottaggio dei prodotti della Teva Pharmaceutical Industries, colpevole soprattutto di essere israeliana. Il dettaglio marginale — cioè che Teva sia il più grande produttore mondiale di farmaci generici, con stabilimenti sparsi in mezzo pianeta — sembrava irrilevante. Il mondo contemporaneo, del resto, è troppo complicato per lasciarsi disturbare dai fatti.

E infatti pochi si sono chiesti dove quei medicinali vengano realmente prodotti. In India? In Germania? In Ungheria? In Israele? Soprattutto, pochi ricordavano che Teva possiede anche cinque stabilimenti in Italia. Non un ufficio di rappresentanza con la macchinetta del caffè e due ficus depressi: stabilimenti veri, con operai veri, stipendi veri, famiglie vere.

Poi arriva la legge universale del capitalismo globale, quella che non legge i volantini e non partecipa ai cortei: il bilancio trimestrale.

Calo degli ordini in Italia: meno quaranta per cento.

E allora Teva valuta la chiusura di alcuni impianti italiani. Apriti cielo. Chi insorge per salvare i posti di lavoro? Chi mobilita delegazioni, comunicati, assemblee, appelli accorati? La CGIL.

Che sarebbe più o meno come se il comitato per l’abolizione degli ombrelli protestasse contro l’aumento delle polmoniti.

La scena ha qualcosa di magnificamente nazionale: prima si incendia il teatro per protesta ideologica, poi si apre una raccolta firme per salvare i pompieri. Un meccanismo psicologico che in Italia conosciamo bene: l’arte di produrre conseguenze e dichiararsene immediatamente vittime.

Naturalmente i farmaci Teva continueranno ad arrivare nelle farmacie italiane. Solo che invece di essere prodotti a pochi chilometri da casa, verranno fabbricati altrove: magari in Francia, magari in Polonia, magari in qualche altro stabilimento europeo dove nessuno ha avuto l’idea geniale di boicottare il proprio stipendio. Cambierà il bugiardino, non la compressa. Un piccolo progresso dell’internazionalismo farmaceutico.

E qui il racconto raggiunge una qualità quasi letteraria, perché ricorda irresistibilmente un’altra epopea del boicottaggio creativo: quella della SodaStream.

Anni fa l’azienda aveva uno stabilimento in Cisgiordania. Il proprietario sosteneva la coesistenza e dava lavoro a centinaia di palestinesi con salari paragonabili a quelli israeliani. Ma il boicottaggio internazionale era inflessibile: lo stabilimento andava chiuso, perché la realtà è sempre meno importante del simbolo.

E così lo stabilimento chiuse davvero.

I primi a perdere il lavoro furono proprio i palestinesi che vi lavoravano. Però la storia non finisce lì, perché l’azienda aprì un impianto nuovo e più grande a Rahat, città beduina del Negev, creando nuovi posti di lavoro e rilanciando l’economia locale. Come spesso accade, il capitalismo si sposta; i disoccupati invece restano.

L’impressione generale è quella di un gigantesco masochismo occidentale: una civiltà che si colpisce da sola con energia ammirevole e poi organizza seminari per analizzare il dolore.

Del resto siamo un continente raffinatissimo. Riusciamo a boicottare aziende che danno lavoro ai nostri operai, a chiudere impianti che pagano i nostri stipendi e a indignarci subito dopo per gli effetti economici delle nostre indignazioni.

E il capolavoro finale è quasi simbolico.

Persino alcuni degli ustionati della tragedia della discoteca di Crans-Montana furono curati con bromelina di brevetto e produzione israeliana: tecnologia medica israeliana usata per lenire le ferite di chi, nel frattempo, magari firmava petizioni contro “i prodotti israeliani”. Un paradosso così perfetto che nemmeno Fruttero e Lucentini avrebbero osato inventarlo: il masochismo elevato a disciplina clinica, con applicazioni terapeutiche.

 

 

chi desidera una copia de Dizionario minimo per la difesa dell’ovvio scriva a silvana.demari53@libero.it

 

Previous Article

Corti e Pasolini

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

Related articles More from author

  • Generale

    Vizi capitali, gola.

    29 Marzo 2022
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Je ne suis pas Charlie

    5 Novembre 2020
    By Silvana De Mari
  • maschio e femmina silvama de mari community
    Generale

    Come diventare stronzi in dieci lezioni.

    16 Luglio 2018
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Concertone senza lavoratori

    7 Maggio 2021
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Non c’è educazione senza onore

    4 Giugno 2026
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Tavola rotonda, ascoltatela, la difesa è possibile

    15 Febbraio 2021
    By Silvana De Mari

Ti potrebbe interessare...

  • Generale

    Avvelenare i pozzi

  • Generale

    Io parlo di Bibbiano

  • Educazione sessuale Silvana De Mari Community
    Generale

    Omosessualità e scienza

  • Latest Posts

  • un boicottaggio geniale

    By Silvana De Mari
    14 Giugno 2026
  • Corti e Pasolini

    By Silvana De Mari
    7 Giugno 2026
  • Non c’è educazione senza onore

    By Silvana De Mari
    4 Giugno 2026
  • Le parole hanno il valore con cui risuonano nella mente di chi ascolta.

    By Silvana De Mari
    26 Maggio 2026
  • Popular Posts

  • un boicottaggio geniale

    By Silvana De Mari
    14 Giugno 2026
  • arte postmoderna silvana de mari community

    Arte postmoderna ai minimi termini

    By Silvana De Mari
    5 Febbraio 2018
  • Peter Pan e Pauline silvanademaricommunity

    Peter Pan e Pauline

    By Silvana De Mari
    6 Febbraio 2018
  • madre natura silvana de mari community

    Madre natura è un’ arcigna megera e non perdona nulla

    By Silvana De Mari
    7 Febbraio 2018
  • Latest Comments

  • Privacy e cookies
Silvana De Mari Community © Copyright 2020 - Powered by EmmeHost