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Home›Generale›Non vado in televisione!

Non vado in televisione!

By Silvana De Mari
4 Febbraio 2022
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Non vado in televisione.  Do subito questa informazione così la piantate di rompermi l’anima. Mi sono arrivate due mail, un messaggio Whats App e una telefonata per chiedermi se voglio partecipare a Non è l’arena di Massimo Giletti. No, non voglio partecipare.

Perlomeno quelli dell’Arena sono capaci di dare del lei. La tizia che mi telefona per sapere se voglio partecipare a Zona bianca comincia la telefonata con “Ciao Silvana, come stai?”. Se non siete nemmeno in grado di distinguere quando potete dare del lei e quando del tu, per quali incredibili competenze vi hanno assunto? Da anni rifiuto di partecipare alla Zanzara. Non partecipo a queste trasmissioni perché le ritengo puro distillato di spazzatura. Indipendentemente da chi ha ragione e chi ha torto, sono trasmissioni che hanno abbassato a livello di civiltà, portando la barbarie a vette sublimi. Ci possono essere delle eccezioni, per esempio Fuori dal coro di Mario Giordano , che ha sempre dato voce ai medici che curavano l’infezione da covid, e dove si fanno discorsi, non si ripetono slogan. Un discorso presuppone tempo, calma, nessuno che ti interrompa, presuppone che tu non sia sottoposto alle smorfie di tizi che sembrano sindromi di Tourette, strilli di isteriche ed espressioni di disprezzo dello zuzzerellone di turno. Fuori dal coro aiuta a ricuperare le case rubate. Per inciso: è un’assoluta follia che di questo si occupi Mario Giordano. Nel momento in cui viene rubata una casa, e notate che si tratta sempre di case povere, nel momento in cui una persona torna a casa sua e trova qualcuno dentro con la serratura cambiata, con tutte le sue cose sottratte, i carabinieri dovrebbero intervenire e recuperare il maltolto nel giro di pochi minuti. Incredibilmente non interviene nessuno.

Non vado in televisione, né alla Zanzara, perché è un giornalismo becero, fatto di emotività e non di ragione, di slogan, fino ad arrivare alla semplificazione e al nemico unico che sono la base per l’instaurarsi di un pensiero totalitario. Non partecipo al giornalismo spazzatura. Questa gente addestra a una disinformazione cronica. Nessuno è in grado di fare un discorso intelligente, con una linea logica, in due minuti, meno che mai se viene interrotto. Permettere che chi sta parlando e sta esprimendo delle idee, possa essere squalificato da espressioni di disprezzo di altri ospiti, stordito degli strilli della Ronzulli o dalle affermazioni insensate di Vespa, aggredito dagli insulti di Parenzo o delle sue scempiaggini è un addestramento non solo alla barbarie, ma alla stupidità. Queste trasmissioni sono fondamentali per il processo di istupidimento della popolazione, necessario alla formazione del pensiero totalitario. O si hanno almeno dieci minuti per poter fare un discorso logico, e completo oppure siamo sempre nel campo del giornalismo spazzatura. Se anche qualcuno dice qualcosa di giusto, se non ha il tempo di dimostrarne la logica è solo un contro slogan che si contrappone a slogan, sono parole non dimostrabili È controproducente. È impossibile dire qualcosa di intelligente in tre minuti perché in tre minuti nulla può essere dimostrato. Quello che riusciamo a dire sono solamente slogan interrotti da altri slogan. Io non vado in televisione. Io non vado alla zanzara. Per favore non fatemi perdere il mio pochissimo tempo, ricevo centinaia di mail di richieste di aiuto e centinaia di telefonate al giorno, avvertendomi che mi stanno insultando. Non scrivetemi: guardi che Giletti la sta deridendo. Vi assicuro su quanto di più sacro al mondo che di poche cose me ne può importare di meno. Non rompetemi l’anima dicendo: guardi che Parenzo l’ha paragonata nel Mengele, senta il podcast  della zanzara al minuto tal dei tali. Piuttosto piantatela voi  di ascoltare questa gente. Paragonandomi a Mengele,  Parenzo ha offeso il dolore atroce di migliaia di morti assassinati in maniera atroce. Non è che per il solo fatto di essere arrivati in televisione o alla radio che individui che commettono azioni di questo genere debbano necessariamente avere un pubblico. Smettete di ascoltare questa gente. Non vi nutrite  di spazzatura. Perché nutrire il cervello di spazzatura, allora?  Abbiamo poche armi in mano, una di queste poche armi è la matita con cui facciamo la X sulla scheda elettorale, il telecomando  oppure il bottone della radio. Spegnete. Smettete di ascoltare. Fate crollare le audience, e , forse, chissà, un giornalismo decente potrebbe anche nascere. State sereni: nessuna informazione intelligente vi può arrivare da queste  trasmissioni. Se anche ci fosse nella trasmissione un’ affermazione vera, immersa nella barbarie, sarebbe un’affermazione urlata, non dimostrata, non dimostrabili. Perché continuate ad ascoltare Parenzo, a guardare la Gruber, Zona Bianca, Non è l’Arena, Flores, e gli altri pilastri di un non pensiero monolitico? Chiunque partecipa è responsabile, ma anche chi ascolta e fa audience. È scritto nel Vangelo: fai attenzione a quello che ascolti. Noi dobbiamo fare attenzione a quello che ascoltiamo. Noi dobbiamo decidere cosa ascoltiamo cosa ascolteremo più. La libertà nasce da qui.

Bergoglio sarà da Fazio.

Un motivo in più per stare fuori.

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Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

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