Silvana De Mari Community

Main Menu

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti

logo

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti
  • Attenti ai disegni

  • Per chi suona la campana.

  • Il senno di poi

  • Era  un uomo sano. Ora non lo è più.

  • Sporchi, brutti e cattivi.

Generale
Home›Generale›Attenti ai disegni

Attenti ai disegni

By Silvana De Mari
22 Gennaio 2026
0
0
Share:

 

Do per scontato che siano stati immediatamente tolti i bambini nel campo rom, i cui vivaci abitanti, in seguito alla morte nell’esercizio del dovere di una persona dedita al furto, è stato distrutto un reparto ospedaliero. In realtà la frase è una burla. I servizi sociali non sono minimamente interessati ai bambini realmente in difficoltà. “La capacità di trasformare il mondo. Pratiche femministe di servizio sociale” a cura di tale Letizia Lambertini è un testo vademecum delle assistenti sociali che racconta la loro missione nel mondo, e può essere molto interessante per spiegare il delirio di onnipotenza, la psicosi su cui è fondato in Italia, ma in realtà  non solo in Italia, il servizio sociale. Consiglio a tutti i genitori dei bambini deportati dai servizi sociali e ai loro avvocati la lettura di questo testo, così potranno rendersi conto di quanto sia granitico, ideologizzato e strutturalmente marcio il sistema che hanno di fronte. È ancora rintracciabile su Internet l’audizione fatta in Senato da Federica Anghinolfi, l’assistente sociale che ha spaccato famiglie, e distrutto vite a Bibbiano: assolutamente da leggere.  “Al minimo sospetto, interveniamo, prima di sera il bambino è tolyo alla sua famiglia”. L’idea che il sospetto sa abgaliato non coglie mai le assistenti sociali, loro “sanno” che tutti i padri sono colpevoli, tutte le famiglie sono marce. Abbattere la struttura sociale basata sulla famiglia è la missione ideologica degli assistenti sociali, ufficialmente dichiarata. Non sono onesti funzionari statali che si guadagnano lo stipendio svolgendo il compito di aiutare le persone socialmente in difficoltà, sono un movimento eversivo, hanno il compito di cambiare il mondo, cioè noi. Così come siamo gli facciamo letteralmente schifo. Siamo troppo cristiani, trappo patriarcali, troppo attaccati a un’idea di famiglia “che è e deve essere superata”. Forti di una laurea che altro non è che indottrinamento postmarxista, con una particolare attenzione alla parte più tragicamente scema del marxismo, quella di Alessandra Kollontay e Simone de Boauvoir, con in aggiunta l’ideologia LGBT e le fesserie degli studi gender di Judy Butler, le assistenti sociali si ritengono in grado di capire le storture della società e di raddrizzarle, secondo un loro modello di società “buona” che è un inferno in terra. Sono una cellula eversiva estremamente politicizzata, che usa il denaro dei contribuenti per distruggere famiglie, finanziare straordinarie e intricate filiere multimilionarie fatte di cooperative, comunità, sovvenzioni alle famiglie affidatarie, e orfanotrofi di Stato, che non sono né casa né famiglia, chiamati “case famiglia” con un’ironia in nulla inferiore alla scritta  all’ingresso del gulag delle isole Solovki “Il lavoro fortifica anima e corpo”. Hanno potere infinito di distruggere vite, ferire e portare all’inferno se non al suicidio e soprattutto traumatizzare in maniera atroce e irreversibile i bambini. Il trauma della deportazione è talmente violento da causare un congelamento emotivo del bambino, un danno che candida il bambino a future malattie neoplastiche e degenerative, e che lo rende particolarmente malleabile. Nel linguaggio deforme dei cosiddetti servizi sociali questo annientamento emotivo si chiama resettare. I bambini deportati piangono ininterrottamente per la prima notte, a volte per un paio di giorni, poi “si calmano”. Quelle che gli assistenti sociali fanno sono deportazioni. Una persona tolta da un istante all’altro dalla sua famiglia, dal suo vissuto, dalla sua casa, dal suo cane o dal suo gatto se ce li ha, dai suoi amici, dagli zii e dai nonni, dai suoi libri, i suoi giocattoli è deportato: una violenza inaudita che lo Stato italiano continua a permettere e a finanziare con cifre folli sottratte ai cittadini e alle famiglie dei bambini disabili. Questa violenza causa il congelamento emotivo che rende particolarmente vulnerabili all’abuso. I bambini non reagiscono, non parlano. Se anche avessero il coraggio di parlare, a chi parlano? Alla madre che non possono vedere? Al padre? Tuo padre non esiste più, ha sibilato una psicologa a uno dei bambini deportati a Bibbiano, tolti alle loro famiglie per essere consegnati agli amici degli amici insieme al sussidio per l’affidamento, un secondo stipendio. Un bambino deportato a chi parla? Alla stessa assistente sociale che lo ha deportato? Ogni volta che un bambino è in un luogo a contatto con persone che non sono sue parenti, il rischio di abuso sessuale aumenta. Succedeva nei college inglesi, volete che non succeda nelle non case non famiglie? I bambini deportati in congelamento emotivo sono le vittime perfette dell’abuso sessuale, abuso che è spaventosamente sottostimato. Se digitate su Google le parole casa famiglia e abuso sessuale scoprirete che nelle case famiglia, cito testualmente “il quantitativo di abusi sessuali è preoccupante”. Non abbastanza preoccupante perché qualcuno faccia qualcosa, per esempio lasciare i bambini a casa loro invece che deportarli nelle non case non famiglie. Un buon numero di abusi avviene ad opera di altri utenti della struttura, e resta ignoto. In effetti è oggettivamente a rischio il bambino carino di 7/8 anni messo di fianco al dodicenne, magari non tanto carino perché arriva da un campo rom o è un minore non accompagnato di un metro e novanta per un metro di spalle. L’abuso sessuale commesso da un minore lascia un trauma lo stesso, ma non è considerato un reato, perché il minore non è imputabile, e quindi scompare, non è presente nelle statistiche, non fa notizia, è solo presente in una psiche devastata, forse in una patologia proctologica e una malattia sessualmente trasmissibile. L’abuso sessuale può essere fatto dagli stessi operatori, in condizioni semplici o all’interno di riti satanici. Non è una battuta: è già successo, a Taviano (LE), nell’aprile 2013 ben sette bambini sono stati abusati all’interno di una rito satanico. Per una persona che abbia tendenze pedofile, quale situazione migliore che fare il corso di operatore e farsi assumere dove i bambini sono deportati? I servizi sociali si sono precipitati a deportare bambini, a distruggere famiglie, mandare a processo padri innocenti che poi sono stati assolti per dei disegni. Chiunque vi spieghi che da un disegno di un bambino si può dedurre un abuso, vi sta dicendo fesserie. I bambini di oggi, con poche lodevoli e geniali eccezioni come i bambini del bosco, crescono in mezzo alla follia di cinema e televisione, il fratello maggiore guarda film horror o spaventosi video musicali, per non parlare del nonno che ogni tanto guarda il porno dimenticandosi di chiudere la porta. Migliaia di immagini scolano nel subconscio del bambino ed escono in disegni da cui non si deve dedurre un accidente di niente. I disegni dei bambini acquistano significato solo se ripetuti, ripetitivi, sistematicamente angoscianti, osservati nel tempo, in tempi lunghi e in ambienti molto sereni. Innumerevoli volte per un disegno sospetto, fatto a scuola e segnalato dalla maestra che è un’ esperta perché ha seguito il corso serale in due lezioni da 45 minuti ognuna, sui disegni dei bambini, poliziotti sono piombati nel soggiorno di una madre che stava preparando il pranzo e hanno deportato i due bambini. È successo a Basiglio (2008-2011)Dopo anni di indagini, perizie grafiche e psicologiche, i genitori sono stati assolti con formula piena e i due fratellini deportati sono tornati a casa, e nessuno ha pagato per le loro vite traumatizzate e riempite di dolore. Lo stesso è successo a  Ceccano nel 2020, dove tre figli sono stati tolti alla famiglia, per poi scoprire che le accuse di maltrattamento erano infondate. Il caso più tragico è quello di Angela, che ha fatto a scuola un disegno che secondo lei rappresentava il fantasma Casper, secondo la maestra un pene. Senza  nessuna verifica, tramite l’art. 403 c.c.,  con una fede cieca nell’interpretazione soggettiva di un disegno infantile, il 24 novembre del ’95 Angela è stata strappata alla sua famiglia. Un’assistente sociale e due carabinieri la prelevano a scuola. Ha sei anni. È terrorizzata. Piange e supplica che papà e mamma vadano a prenderla. Gli interrogatori nel centro di affido sono durissimi, durano ore, se dici che papà ti ha fatto male ti lascio andare a casa. Una volta che il bambino è stato deportato, non si può più dire che è stato un errore. La bambina farfuglia di un abuso che non c’è stato.  Il padre condannato in primo grado farà due anni di prigione prima di essere assolto in appello. Ma nel frattempo Angela è stata data in adozione a un’altra famiglia che ora è la “sua famiglia” e non sarà restituita ai suoi genitori perché, “non si può levare un bambino alla sua famiglia”, spiegano i servizi. Il padre non molla, impiegherà 11 anni, ma ritroverà la sua bambina, ormai diciottenne,  finalmente libera. Nessuno ha pagato. Nessuno paga mai. Leggi da fare immediatamente: assistenti sociali e giudici devono pagare sia civilmente che penalmente per le conseguenza disastrose di eventuali scelte senza senso. In ogni istante deve esserci la presenza dell’avvocato di famiglia

 

Tagsfederica anghinolfiforteto
Previous Article

Per chi suona la campana.

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

Related articles More from author

  • Sono appena stata rinviata a giudizio silvana de mari community
    Generale

    Orchi istituzionali contro la famiglia, protetti dal politicamente corretto.

    7 Luglio 2019
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Venere e Marte

    22 Dicembre 2021
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Promesse da marinaio

    13 Novembre 2025
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Odio: continua la sceneggiata.

    28 Giugno 2022
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Terapia genica sperimentale: un popolo di cavie?

    21 Maggio 2022
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Falso allarme e vera dittatura

    2 Settembre 2020
    By Silvana De Mari

Ti potrebbe interessare...

  • Generale

    Rapimenti cooperanti e volontarie

  • Generale

    Non c’è più irreligione.

  • il mio è stato un processo politico Silvana De Mari Community
    Generale

    Il mio è stato un processo politico.

  • Latest Posts

  • Attenti ai disegni

    By Silvana De Mari
    22 Gennaio 2026
  • Per chi suona la campana.

    By Silvana De Mari
    22 Gennaio 2026
  • Il senno di poi

    By Silvana De Mari
    14 Gennaio 2026
  • Era  un uomo sano. Ora non lo è più.

    By Silvana De Mari
    12 Gennaio 2026
  • Popular Posts

  • Attenti ai disegni

    By Silvana De Mari
    22 Gennaio 2026
  • arte postmoderna silvana de mari community

    Arte postmoderna ai minimi termini

    By Silvana De Mari
    5 Febbraio 2018
  • Peter Pan e Pauline silvanademaricommunity

    Peter Pan e Pauline

    By Silvana De Mari
    6 Febbraio 2018
  • madre natura silvana de mari community

    Madre natura è un’ arcigna megera e non perdona nulla

    By Silvana De Mari
    7 Febbraio 2018
  • Latest Comments

  • Privacy e cookies
Silvana De Mari Community © Copyright 2020 - Powered by EmmeHost