Silvana De Mari Community

Main Menu

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti

logo

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti
  • La battaglia comincia ora.

  • Chi inciampa due volte nello stesso sasso, non merita compassione.

  • In buona fede (?)

  • Vale la pena di battersi per l’ Iran

  • Effetti della disidratazione sulla salute umana.

Generale
Home›Generale›La battaglia comincia ora.

La battaglia comincia ora.

By Silvana De Mari
28 Marzo 2026
2
0
Share:

Il popolo italiano non è composto da stupidi, né da masochisti, né tantomeno da aspiranti suicidi collettivi. È un popolo che, nella sua maggioranza, decide sulla base delle informazioni che riceve, inevitabilmente su base emotiva. Quando queste informazioni sono distorte, parziali o sistematicamente orientate, il risultato non è una scelta consapevole, ma l’effetto di un processo più ampio: quello che, senza giri di parole, si chiama propaganda. La recente sconfitta referendaria ne è un esempio evidente. La riforma era oggettivamente necessaria: anche oggi almeno tre innocenti finiranno in prigione per essere poi assolti dopo mesi se va bene , o anni, senza che nessuna minima pena sia commissionata a nessuno per le loro vite distrutte. La riforma  è stata respinta non per il suo contenuto reale, quanto per la narrazione costruita attorno ad essa. Quando una “serie enorme” di informazioni errate viene ripetuta con costanza, finisce per creare una realtà percepita che sostituisce quella effettiva. Questa dinamica non nasce all’improvviso. Affonda le radici in un sistema culturale e informativo che comincia dalla scuola. Oggi gli studenti trascorrono gran parte della loro giornata tra i banchi: otto ore o più, spesso. In questo contesto, è inevitabile che la scuola diventi uno dei principali riferimenti etici e culturali, molto più della famiglia, che dispone di tempi ridotti e compressi tra lavoro, cena e riposo e purtroppo televisione che ruba le ultime ore e l’ultima energia, e che fornisce altra propaganda con informazioni televisione, semplificate, spesso di parte o semplicemente o distorte. Il risultato è un ecosistema in cui l’informazione non è neutrale ed è emotivamente caricata, buoni contro cattivi, noi contro loro. Il governo guidato da Giorgia Meloni si trova in una posizione gravemente minoritaria rispetto a gran parte del sistema mediatico e culturale: una larga fetta della scuola, la quasi totalità dei giornali, e la totalità dei programmi televisivi, con le sole accezioni dei programmi di Nicola Porro e Mario Giordano. Anche figure istituzionali di primo piano, come il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non è intervenuto a riequilibrare il confronto pubblico, soprattutto quando magistrati o opinionisti hanno espresso posizioni inesatte sul contenuto della riforma. In questo scenario, alcune voci mediatiche vengono considerate controcorrente. La Verità e poche altre testate, i programmi condotti da Mario Giordano e Nicola Porro sono i pochi spazi in cui si esprimono posizioni alternative rispetto al mainstream. Il nodo centrale resta però la scuola. In teoria, la Costituzione italiana garantisce sia il diritto all’istruzione pubblica sia quello all’educazione privata o parentale. Nella pratica, però, molte famiglie denunciano ostacoli e difficoltà nel vedere riconosciuta questa libertà. In molti casi aver cercato di usufruire dell’istruzione parentale, diritto costituzionale, porta alla segnalazione e all’intervento dei servizi sociali. Alcuni casi mediatici, come quello della cosiddetta “famiglia del bosco”, caso non certo unico, sono diventati simboli di un conflitto più ampio tra l’autonomia familiare e quella parte delle istituzioni che ritiene che le libertà garantite dalla costituzione siano opinabili. Come ha ripetutamente sostenuto e dimostrato il filosofo Ellul, la scuola è la più micidiale forma di indottrinamento, la scuola diventa immediatamente dittatura del pensiero dove non ci siano controlli granitici perché sia apolitica. Un cinquantenne laureato che parli a degli adolescenti, difficilmente riuscirà poco convincente, oltretutto con l’ulteriore ausilio di testi che presentano il fascismo come il male assoluto e soprattutto l’unico male, mai veramente defunto, il comunismo come una forma di saggio bene comune, sorvolando su poche decine di milioni di morti ammazzati, la resistenza come un fenomeno omogeneo, militarmente utile alla risoluzione della seconda guerra mondiale e con le mani sempre pulite di sangue innocente, la costituzione come un totem inviolabile.  È inevitabile la critica di carattere ideologico: l’idea che il sistema educativo e culturale italiano sia ancora fortemente influenzato da una tradizione politica di sinistra, mai modificata o trasformata nel tempo. Non si tratta più di simboli espliciti, ma di un’impostazione culturale che permea programmi, linguaggi e priorità. Tutto è messo in discussione, incluso il Vangelo, ma non la nostra Costituzione, che, contrariamente a quanto afferma Benigni, non è la più bella del mondo, ma è piuttosto bruttina. Si dichiara la Repubblica italiana fondata sul lavoro, frase semplicemente senza senso. Tutte le civiltà umane da quando abbiamo smesso di essere cacciatori e raccoglitori sono fondate sul lavoro.  Anche la Russia di Ivan il Terribile e la Germania Hitleriana erano fondate sul lavoro. Una costituzione degna dovrebbe essere fondata sui diritti inalienabili dell’individuo, in diritto a vivere come vuole, ad allevare i suoi figli secondo la sua etica, a professare la sua religione, per esempio il cattolicesimo, e quindi a non essere costretto a finanziare con le proprie tasse manifestazioni violentemente anticristiane come i cosiddetti Pride, ad avere un processo giusto e nel caso il processo sia stato iniquo a veder perseguita la colpa dell’ingiustizia. La gestione della pandemia da COVID-19 ha ulteriormente evidenziato come la nostra Costituzione sia assolutamente insufficiente a difendere i diritti più elementari dell’individuo, uscire di casa, lavorare senza cedere a ricatti assurdi che violano anche la sacralità del corpo. La sconfitta referendaria, dunque, è una battuta d’arresto. Vinceremo domani, ma nel frattempo, per poter vincere domani, dobbiamo cominciare a batterci subito, e soprattutto riconquistare la scuola, che sia un luogo di apprendimento, non di propaganda sempre più martellante e becera, dove attivisti LGBT insegnano la morale sessuale, e le lineee guida del signor Giulio Cecchettin riscrivono l’etica tra i sessi, dove professori di liceo hanno distribuito volantini contro la riforma e dove professori universitari raccomandano testi, Elementi di critica omosessuale, di propaganda pedofila. Abbiamo bisogno di libri di storia che spieghino che il fascismo è finito 80 anni fa sconfitto dagli angloamericani, che nessun partigiano ha mai cantato O bella ciao, che molti partigiani sono stati uccisi da altri partigiani, per non parlare dei civili anche a guerra finita, e che quindi cantare a squarciagola “O bella ciao” saltellando giulivi non vuol dire essere gli eroici combattenti contro una dittature. Nella storia politica, le sconfitte non sono mai terminali: possono diventare momenti di riorganizzazione, di analisi e di rilancio. L’idea è che la “guerra”, intesa come battaglia prima culturale che politica, deve ancora cominciare. Per il futuro, la strategia appare chiara: rafforzare la presenza nei media, ampliare il pluralismo dell’informazione e, soprattutto, intervenire sul terreno educativo. Perché è lì, più che altrove, che si formano le coscienze e si costruisce la capacità critica dei cittadini di domani. Cominceremo da questa sconfitta, in nome del popolo italiano, in nome del suo diritto inalienabile ad avere libertà e giustizia.

 

 

Chi vuole il libro Dizionario minimo di difesa dell’ovvio scriva a silvana.demari53@libero.it

Previous Article

Chi inciampa due volte nello stesso sasso, ...

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

Related articles More from author

  • Generale

    Cosa rispondere se vi convocano.

    16 Agosto 2021
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Dio non paga il sabato

    26 Marzo 2024
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Chi troppo vuole nulla stringe

    19 Aprile 2023
    By Silvana De Mari
  • Generale

    I bambini del bosco sono analfabeti?

    27 Dicembre 2025
    By Silvana De Mari
  • è stato rimoso il cartellone Provita silvanademaricommunity
    Generale

    Perché è stato rimosso?

    10 Aprile 2018
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Una gestione folle. Oppure criminale.

    9 Novembre 2020
    By Silvana De Mari

Ti potrebbe interessare...

  • Generale

    Parlare di Lobby gay è complottismo?  

  • Magliette rosse silvana De Mari community
    Generale

    Magliette rosse.

  • Generale

    Cristianesimo e laicità.

  • Latest Posts

  • La battaglia comincia ora.

    By Silvana De Mari
    28 Marzo 2026
  • Chi inciampa due volte nello stesso sasso, non merita compassione.

    By Silvana De Mari
    24 Marzo 2026
  • In buona fede (?)

    By Silvana De Mari
    17 Marzo 2026
  • Vale la pena di battersi per l’ Iran

    By Silvana De Mari
    16 Marzo 2026
  • Popular Posts

  • La battaglia comincia ora.

    By Silvana De Mari
    28 Marzo 2026
  • arte postmoderna silvana de mari community

    Arte postmoderna ai minimi termini

    By Silvana De Mari
    5 Febbraio 2018
  • Peter Pan e Pauline silvanademaricommunity

    Peter Pan e Pauline

    By Silvana De Mari
    6 Febbraio 2018
  • madre natura silvana de mari community

    Madre natura è un’ arcigna megera e non perdona nulla

    By Silvana De Mari
    7 Febbraio 2018
  • Latest Comments

  • Privacy e cookies
Silvana De Mari Community © Copyright 2020 - Powered by EmmeHost