Gravidanza per altri e apologia di pedofilia reati universali
La Camera dei Deputati si è espressa, 166 favorevoli, 109 contrari e 4 astenuti, a favore della proposta di legge per dichiarare l’utero in affitto reato universale. La maternità surrogata è vietata in Italia con pene che vanno da tre mesi a due anni di reclusione e l’ammenda da seicentomila a un milione di euro, ma nel testo Meloni e nel DDL Rauti-Malan viene specificato che le pene si applicano anche se il fatto è commesso all’estero. Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, nell’intervento pronunciato anche come mamma e nonna, ha chiarito che la maternità non può essere ridotta a un mezzo di produzione a vantaggio di altre e altri e che con il contratto proposto la donna rinuncia al proprio corpo. Giorgia Meloni ha dichiarato che l’utero in affitto è una pratica impresentabile, di mortificazione per le donne. Se è una pratica illegale ed illecita in Italia, deve essere tale anche al di fuori dei confini nazionali.
È il primo passo di una strada magnifica. La gravidanza per altri è mostruosa. Il termine “utero in affitto” è sbagliato perché dà l’impressione che sia solo l’utero ad essere coinvolto invece è tutto il corpo della donna ad essere chiamato in causa, è tutta la sua mente. Ogni singola cellula del suo cervello sa che lei è incinta, ogni singola cellula del suo corpo può morire in seguito alla gravidanza. Di gravidanza e parto si può morire. A maggior ragione se si tratta di una gravidanza per altri perché è una gravidanza indotta in maniera anomala, con un corredo cromosomico estraneo, un quantitativo elevato di ormoni, quindi queste gravidanze hanno rischio maggiore di aborto, di parto prematuro, di localizzazione extrauterina. Queste gravidanze hanno un rischio maggiore di avere come reliquato il cancro della mammella e del colon a causa del bombardamento ormonale, come maggior rischio di cancro hanno le donne che vendono gli ovuli, una pratica estremamente pericolosa anche per la gravissima e potenzialmente mortale sindrome da iperstimolazione ovarica.. Li hanno voluti perché li amavano? Il signor Nicola Vendola e il suo associato sono proprietari di un bambino che hanno pagato. Non sono genitori. Sicuramente non sono madre, non sono nemmeno padre. Neanche quello che ha donato gli spermatozoi perché per diventare padre bisogna amare la donna che diventerà la madre del vostro bambino, proteggerla, dare la vita per lei, non aumentare il suo rischio di cancro. Un padre, per il suo bambino vuole il meglio e il meglio è mamma. Mamma che lo allatta, mamma che lo tiene in braccio. I bambini nati con la pratica della gravidanza per altri hanno una ferita primaria: essere stati allontanati dal corpo che ha portato avanti la gravidanza aumenta gli ormoni dello stress. Durante tutta la prima infanzia hanno il cortisolo alto e questo li rende più facilmente soggetti a malattie infiammatorie, infettive e neoplasie. Il signor Nicola Vendola è proprietario, chi osa profanare il termine “padre” per persone che hanno pagato la malattia e il cancro sta commettendo un crimine.
Ora bisogna procedere con il secondo passo. Signora Meloni, senatore Malan, non fermiamoci: la Convenzione di Lanzarote ha già dichiarato che l’apologia di pedofilia dev’essere perseguita, adesso facciamo una legge che stabilisca che l’apologia di pedofilia è un reato perché i magistrati non sono a conoscenza dei danni che può fare l’abuso su minore. Non sanno che la pedofilia è una deformazione della mente e, come tutte le deformazioni della mente, la mente è plastica, può essere guarita o può essere esacerbata. Tutte le volte che qualcuno scrive una frase come “noi checche rivoluzionarie, noi sì che possiamo fare l’amore con i vostri bambini” oppure dice in televisione una frase come “che piacere farsi sbottonare i pantaloni da un bambino di cinque anni” o qualcosa di simile, fa apologia di pedofilia. In realtà farebbe anche apologia di reato: abuso su minore. I nostri magistrati non hanno i riflessi molto pronti a questo riguardo, quindi occorre stabilire per legge che è un reato. Il reato di apologia di pedofilia dev’essere punito con cinque anni di carcere perché una frase del tipo di quelle riportate sopra, può spingere una persona che stava combattendo con i suoi demoni, magari stava anche per vincere, a diventare un mostro. Il traffico di minori e la pedopornografia sono un business che aumenta di ora in ora. Sono milioni i bambini scomparsi e resi schiavi sessuali. Dietro ogni gesto che viene fatto su questi bambini c’è una libido che è aumentata da frasi come quelle citate. Quindi cinque anni di prigione. Senatore Malan, Signora Meloni, se non vuoi, chi? Se non ora , quando? quindi voi, ora!








