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By Silvana De Mari
17 Agosto 2026
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La pedofilia non è un orientamento ma una perversione

Perché serve una legge severa sull’apologia di pedofilia

Cominciamo dalle parole. Pedofilia e abuso su minore non sono sinonimi. La pedofilia è una perversione sessuale — clinicamente, una parafilia — che consiste nel provare eccitazione erotica verso il bambino prepubere. È una patologia mentale, non un orientamento. L’abuso su minore è un reato. La confusione tra le due parole è la prima trincea che dobbiamo riconquistare: è dentro questa confusione che si annida l’ideologia del «diritto alla pedofilia» che da mezzo secolo cerca di farsi strada in Occidente. Secondo punto, decisivo dal punto di vista medico: la pedofilia non è una costante. Nel pedofilo che si contiene, prega, sta lontano dagli stimoli, riempie la vita di soddisfazioni sane, il desiderio patologico crolla a cinque. Nel pedofilo esposto a un’immagine, a un romanzo, a una pubblicità ambigua, a una frase come quella scritta da Mario Mieli nel 1977 in «Elementi di critica omosessuale» — «Noi checche rivoluzionarie […] possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo fare l’amore con loro» — il desiderio schizza a mille e passa all’atto. Non è pensiero mio: è ciò che la letteratura scientifica sperimentale ha dimostrato in settant’anni con il fallometro, il pletismografo penieno inventato nel 1957 dal sessuologo Kurt Freund. Uno studio del 2014 sul «Journal of Sexual Medicine» ha dimostrato che circa metà dei pedofili sottoposti a trattamento vede ridursi la risposta erettile agli stimoli pedofilici in almeno sei mesi. La pedofilia si può contenere. Ma solo se l’ambiente collabora.

Una parte dell’intellighenzia occidentale, invece, la eccita. Nel gennaio 1977 settanta intellettuali francesi — Foucault, Sartre, Simone de Beauvoir, Barthes, Deleuze, Guattari, Aragon, Glucksmann, la pediatra Françoise Dolto — firmarono una petizione su «Le Monde» e «Libération» che chiedeva la depenalizzazione dei rapporti sessuali tra adulti e minori sotto i quindici anni. Aldo Busi ha raccontato in prima persona i propri rapporti con bambini di quattro-cinque anni in Marocco senza mai essere perseguito. Nel 1998 la rivista «Psychological Bulletin» pubblicò la meta-analisi di Rind-Tromovitch-Bauserman secondo cui gli abusi sessuali sull’infanzia non producevano danni gravi: il Congresso degli Stati Uniti dovette votarne all’unanimità la condanna, cosa mai accaduta prima. Oggi in ambienti universitari americani si diffonde la sigla «MAP» — Minor Attracted Persons — che presenta la pedofilia come un «orientamento».

L’Italia ha lo strumento giuridico e finora lo ha ignorato. Il 1° ottobre 2012, con la legge n. 172, il Parlamento ha ratificato la Convenzione di Lanzarote del Consiglio d’Europa (25 ottobre 2007) introducendo nel Codice penale l’articolo 414-bis: «Istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia», reclusione da un anno e sei mesi a cinque anni. La norma è cristallina: «non possono essere invocate, a propria scusa, ragioni di carattere artistico, letterario, storico o di costume». Nessun magistrato ha mai processato Mieli. Nessuno ha processato Busi. La pena massima andrebbe portata a otto anni, ma soprattutto andrebbe applicata.

Perché la questione non è di censura, è di sanità pubblica. Le malattie mentali sono contagiose: i siti «pro-Ana» producono anoressia, la copertura dei suicidi produce l’«effetto Werther» studiato da David Phillips nel 1974, i discorsi di Hitler alla radio produssero il consenso al genocidio, Radio Mille Collines nel 1994 produsse il genocidio ruandese di ottocentomila tutsi in cento giorni. Chi mette in circolazione l’immagine del bambino sessualizzato, produce pedofili. Statisticamente, non metaforicamente. Serve un parlamentare che porti la legge in aula. Serve un magistrato che apra il primo fascicolo.

La Camera dei Deputati si è espressa, 166  favorevoli, 109 contrari e 4 astenuti, a favore della proposta di legge per dichiarare l’utero in affitto reato universale. La maternità surrogata è vietata in Italia con pene che vanno da tre mesi a due anni di reclusione e l’ammenda da seicentomila a un milione di euro, ma nel testo Meloni e nel DDL Rauti-Malan viene specificato che le pene si applicano anche se il fatto è commesso all’estero. Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, nell’intervento pronunciato anche come mamma e nonna, ha chiarito che la maternità non può essere ridotta a un mezzo di produzione a vantaggio di altre e altri e che  con il contratto proposto la donna rinuncia al proprio corpo. Giorgia Meloni ha dichiarato che l’utero in affitto è una pratica impresentabile, di mortificazione per le donne. Se è una pratica illegale ed illecita in Italia, deve essere tale anche al di fuori dei confini nazionali.

È il primo passo di una strada magnifica. La gravidanza per altri è mostruosa. Il termine “utero in affitto” è sbagliato perché dà l’impressione che sia solo l’utero ad essere coinvolto invece è tutto il corpo della donna ad essere chiamato in causa, è tutta la sua mente. Ogni singola cellula del suo cervello sa che lei è incinta, ogni singola cellula del suo corpo può morire in seguito alla gravidanza.  Di gravidanza e parto si può morire. A maggior ragione se si tratta di una gravidanza per altri perché è una gravidanza indotta in maniera anomala, con un corredo cromosomico estraneo, un quantitativo elevato di ormoni, quindi queste gravidanze hanno rischio maggiore di aborto, di parto prematuro, di localizzazione extrauterina. Queste gravidanze hanno un rischio maggiore di avere come reliquato il cancro della mammella e del colon a causa del bombardamento ormonale, come maggior rischio di cancro hanno le donne che vendono gli ovuli, una pratica estremamente pericolosa anche per la gravissima e potenzialmente mortale sindrome da iperstimolazione ovarica.. Li hanno voluti perché li amavano? Il signor Nicola Vendola e il suo associato sono proprietari di un bambino che hanno pagato. Non sono genitori. Sicuramente non sono madre,  non sono nemmeno padre. Neanche quello che ha donato gli spermatozoi perché per diventare padre bisogna amare la donna che diventerà la madre del vostro bambino, proteggerla, dare la vita per lei, non aumentare il suo rischio di cancro. Un padre, per il suo bambino vuole il meglio e il meglio è mamma. Mamma che lo allatta, mamma che lo tiene in braccio. I bambini nati con la pratica della gravidanza per altri hanno una ferita primaria: essere stati allontanati dal corpo che ha portato avanti la gravidanza aumenta gli ormoni dello stress. Durante tutta la prima infanzia hanno il cortisolo alto e questo li rende più facilmente soggetti a malattie infiammatorie, infettive e neoplasie. Il signor Nicola Vendola è proprietario, chi osa profanare il termine “padre” per persone che hanno pagato la malattia e il cancro sta commettendo un crimine.

Ora bisogna procedere con il secondo passo. Signora Meloni, senatore Malan,  non fermiamoci: la Convenzione di Lanzarote ha già dichiarato che l’apologia di pedofilia dev’essere perseguita, adesso facciamo una legge che stabilisca che l’apologia di pedofilia è un reato perché i magistrati non sono a conoscenza dei danni che può fare l’abuso su minore. Non sanno che la pedofilia è una deformazione della mente e, come tutte le deformazioni della mente, la mente è plastica, può essere guarita o può essere esacerbata. Tutte le volte che qualcuno scrive una frase come “noi checche rivoluzionarie, noi sì che possiamo fare l’amore con i vostri bambini” oppure dice in televisione una frase come “che piacere farsi sbottonare i pantaloni da un bambino di cinque anni” o qualcosa di simile, fa apologia di pedofilia. In realtà farebbe anche apologia di reato: abuso su minore. I nostri magistrati non hanno i riflessi molto pronti a questo riguardo, quindi occorre stabilire per legge che è un reato.  Il reato di apologia di pedofilia dev’essere punito con cinque anni di carcere perché una frase del tipo di quelle riportate sopra, può spingere una persona che stava combattendo con i suoi demoni, magari stava anche per vincere, a diventare un mostro. Il traffico di minori e la pedopornografia sono un business che aumenta di ora in ora. Sono milioni i bambini scomparsi e resi schiavi sessuali. Dietro ogni gesto che viene fatto su questi bambini c’è una libido che è aumentata da frasi come quelle citate. Quindi cinque anni di prigione, signori.

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Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

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