Silvana De Mari Community

Main Menu

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti

logo

  • Home
  • Donazioni
  • Chi Sono
  • Articoli
  • Contatti
  • Non fare di ogni erba un fascio

  • Woke 1.0: il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.

  • quelle ce la vostra mano destra possiede

  • Rudolf Steiner

  • roggero for president

Generale
Home›Generale›Santità umiliata

Santità umiliata

By Silvana De Mari
5 Novembre 2022
1502
0
Share:

Non è il nero, che mi ricorda i Defunti, ma sono i colori dell’autunno, gli infiniti
gialli, rossi e verdi incupiti, che raccontano lo smorzarsi dei tepori estivi. Così come
accade ai viventi. Solo che, per loro, si tratta di una rinascita non ciclica, ma
definitiva, nell’Eternità.Mi piace pensare che la vita abbia ancora il sapore particolare
della sacralità, così come la morte, sorella misteriosa, giusta e dolce restituzione di un
dono divino.L’ annuale rinnovo della pietosa passeggiata tra le tombe, da parte di chi
è ancora vivo e porta  fiori freschi, “moccoletti” e zolfanelli, suscita in me, con il
passare degli anni, emozioni sempre nuove e intense, più pacate, ma mai
accompagnate dalla tristezza. Quando l’incedere ritmico nel silenzio del camposanto
diventa la musica composta dalle foglie secche che scricchiolano sotto i miei passi, la
tristezza ha già lasciato il posto alla pace. Saluto i miei cari e qualche amico, durante
la passeggiata nei colori dell’autunno e medito su quel numero che cresce…sulla
probabilità, ormai quasi certezza, di far presto parte di loro. Li penso come me li
dipinge il ricordo, ma ne ho cancellato gli aspetti deboli dell’umanità trascorsa.
Intanto mi guardo attorno e ricostruisco esistenze sconosciute. Quante madri si sono
sentite morire difronte alla perdita tragica di un figlio! Lo raccontano scritte
strazianti, pupazzetti, cuoricini, oggetti posti accanto a ritratti impietosi che urlano la
gioia di vivere. Poi ci sono i morti ricchi, quelli, tanto per intenderci, stile “Sepolcri”
di foscoliana memoria: le tombe sono monumenti, spesso non più visitati  se non da
gruppi di turisti mordiefuggi; a loro va un mio fiore, quello dell’oblio. I morti poveri,
invece, sono quelli abbandonati da subito, probabilmente per continuità esistenziale:
tracce di tumulo, poi più niente; a loro un mio fiore, quello della pietà,
accompagnato, come per gli altri, da una breve e improbabile preghiera. Gli amati e
gli sconosciuti sono nella Luce – beati loro – senza malanni, senza dolore, in qualche
posto meraviglioso. Un po’ come i Santi, la cui ricorrenza anticipa di un giorno
quella dei morti. Santi, beati, defunti…li immagino un po’ come imparentati fra loro,
tutti purificati dalla materialità, tutti vicini a Dio. Ma anche i Santi mi sembrano un
po’ discriminati…nel senso che ci sono quelli famosi e quelli più modesti, che
compaiono e scompaiono dal calendario; infine, ci sono gli sconosciuti. Però, forse,
qualcuno ha avuto il privilegio di averne incontrato uno; a questi rari Santi ignorati
dalla fama, ma che hanno fatto della loro poverissima vita un canto di gloria a Dio, va
la doverosa preghiera e la gratitudine di chi ne è stato oggetto di amore e di
educazione. Rimugino tra queste cose In mezzo alla folla del cimitero di Staglieno,
accompagnata dallo scalpiccìo disordinato che non suscita tristezza. Divento, invece,
preda di una indicibile mestizia quando assisto allo scempio e alla dissacrazione che
la stupidità umana ha costruito attorno ai due primi giorni di novembre: la preghiera e
il ricordo sono stati trasformati in una orrenda festa in maschera con zucche, streghe e
simulacri di impalcature ossee, straccetti e ragnatele.  Questo è lo spettacolo
indecoroso che una società inquieta offre di sé per le due ricorrenze che dovrebbero,
nella loro solennità, ispirare solo umiltà e devozione.

 

Gianna Radice

TagsGianna Radice
Previous Article

La legge contro i rave party è ...

Next Article

Anoressia e gloria

0
Shares
  • 0
  • +
  • 0
  • 0
  • 0
  • 0

Silvana De Mari

Nell’ora dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario. (G. Orwell)

Related articles More from author

  • Generale

    Cristianesimo e laicità.

    25 Luglio 2023
    By Silvana De Mari
  • Generale

    L’erba del vicino è sempre più verde.

    29 Maggio 2023
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Chi troppo bella vuole apparire molto deve soffrire.

    12 Marzo 2025
    By Silvana De Mari
  • Il suicidio della cultura occidentale silvana de mari community
    Generale

    Il suicidio della cultura occidentale

    13 Febbraio 2018
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Possiamo boicottare

    13 Gennaio 2021
    By Silvana De Mari
  • Generale

    Zuzzurulloni

    21 Luglio 2022
    By Silvana De Mari

Ti potrebbe interessare...

  • Generale

    Tra i due litiganti il terzo gioca

  • Siamo uomini o donne Silvana De Mari Community
    Generale

    Siamo uomini o donne.

  • Bandiera non arcobaleno silvana de mari community
    Generale

    Una recensione onesta e formidabile.

  • Latest Posts

  • Non fare di ogni erba un fascio

    By Silvana De Mari
    5 Settembre 2026
  • Woke 1.0: il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi.

    By Silvana De Mari
    5 Settembre 2026
  • quelle ce la vostra mano destra possiede

    By Silvana De Mari
    5 Settembre 2026
  • Rudolf Steiner

    By Silvana De Mari
    27 Agosto 2026
  • Popular Posts

  • Non fare di ogni erba un fascio

    By Silvana De Mari
    5 Settembre 2026
  • arte postmoderna silvana de mari community

    Arte postmoderna ai minimi termini

    By Silvana De Mari
    5 Febbraio 2018
  • Peter Pan e Pauline silvanademaricommunity

    Peter Pan e Pauline

    By Silvana De Mari
    6 Febbraio 2018
  • madre natura silvana de mari community

    Madre natura è un’ arcigna megera e non perdona nulla

    By Silvana De Mari
    7 Febbraio 2018
  • Latest Comments

  • Privacy e cookies
Silvana De Mari Community © Copyright 2020 - Powered by EmmeHost